Rileggendo il mio post sulle scatolette di sgombro ho avuto il dubbio di non essere riuscita, pur avendone tutte le intenzioni, a trasmettervi tutto il carico di ricordi e di sensazioni che avrei voluto. Con questo post mi si ripresenta l'occasione per parlarvi di un pesca che per me vuol dire allegria... estate ... divertimento....La pesca azzurra (sgombri, alacce, alici), fino a qualche tempo fa la maggiore attività dei lampedusani, viene praticata da maggio a novembre con il sistema a cianciolo una rete rettangolare che da il nome anche all’imbarcazione usata. I pescherecci (Ciancioli) che la praticano sono lunghi 14\15 metri e hanno un equipaggio di almeno 15 persone. La pesca avviene di notte, ma nelle notti di luna piena questa pesca non può essere praticata, la sua luce infatti disturberebbe l'azione della lampara, vera protagonista di questa pesca, che attira il pesce in un unico punto nel mare. Attorno a questo punto viene calata la rete; questa imprigiona il pesce che si è raccolto intorno alla lampara e viene ritirata sul peschereccio.
Leggo con piacere che la stessa pesca si pratica anche a Civitacchia, Fabrizio di Monolocale in centro ne ha parlato con poesia qualche giono fa.
Oggi la pesca azzurra non è più una pesca tanto ricca e praticata.
Ma nei miei ricordi di bambina ha la magia di una festa.
Spesso dopo una nottata di duro lavoro i pescatori tornavano in porto con le barche tanto piene che sembrava stessero per affondare. Nelle loro facce stanche e segnate dal sonno si leggeva la soddisfazione e l'orgoglio di così tanta pesca. Non era raro che ai turisti che andavano per guardare il loro rientro regalassero intere cassette di pesce. E quei giorni fortunati alle dieci di mattina, per le strade, si sentiva già il profumo delle grigliate.
Era una festa per tutti; tanto pesce significava tanto lavoro. Il pesce infatti veniva (e viene ma in minore quantità) comprato, per la maggior parte dalle industrie conserviere nelle quali lavoravano tantissime donne. E' per questo motivo che non c'è brava massaia a Lampedusa che non sappia cuocere, lavorare e conservare lo
Sgombro sott'olio
olio d'oliva extravergine (di qualità)
Decapitate gli sgombri, ...a Lampedusa si fa usando solo le mani.., portando via anche le interiora del pesce.
Misurate l'acqua mettendola nella pentola e salatela usando la quantità di sale indicata.
Quando l'acqua bolle immergete gli sgombri e fateli bollire per un'ora da quando l'acqua riprende il bollore.
Trascorso questo tempo scolateli e metteteli a raffreddare su delle griglie dopo averli passati per qualche secondo sotto all'acqua fredda
A questo punto viene la parte più difficile. Bisogna dividere lo sgombro in due, raschiare la pelle e togliere sia la spina centrale che quelle della pancia. Il tutto senza rompere i filetti. Non è un lavoro difficile ma abbastanza lungo e che richiede pazienza.
I filetti devono poi essere posti nei barattoli di vetro, coperti d'olio, e chiusi bene.
Si sterilizzano a bagnomaria per un'ora e mezza. Il tempo di sterilizzazione dei barattoli dipende dalla loro grandezza, questo tempo si riferisce ai barattoli di 500g, per barattoli più grandi il tempo aumenta fino a 3 ore di sterilizzazione per barattoli di 3 kg. Si conservano lontano dalla luce per molti mesi; ma per consumarli bisogna aspettare almeno qualche settimana. 









