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lunedì 15 settembre 2008

Spaccatelle triglie e broccoletti





Cavoli! giust'appunto, cavoli, sono le 4 del mattino.



ho fatto un giro per i vostri blog... ho letto circa 300 post in almeno tre lingue, va be, letto è una parola grossa. Diciamo che ho sbirciato, letticchiato(!!???!!), guardato le foto di tutto quello che avete scritto o preparato negli ultimi tempi. Non potevo postare senza dare un'occhiata a quello che succede nelle blogosfera ! Gli altri 900 post più indietro sono stata costretta a"contrassegnare come già letti" nel google reader.



Spero di rifarmi presto, in fondo l'estate sta finendo ;) e posso tornare libera di scorazzare nei prati verdi del mio mondo virtuale

A presto




Spaccatelle triglie e broccoletti




Ingredienti





  • Spaccatelle

  • Broccoletti

  • Aglio

  • Cipolla

  • Olio d'oliva extravergine

  • Acciuga salata

  • Triglie sfilettate

  • Mandorle

  • Sale e pepe

  • pane grattuggiato tostato






Sbollentate in acqua salata i broccoletti. Tritate aglio e cipolla e fateli rosolare con l'olio in una padella, preferibilmente antiaderente, con l'acciuga salata, fino a far dorare la cipolla e a sciogliere l'acciuga . Aggiungete in questo soffritto le triglie sfilettate e fatele cuocere per 5 minuti, poi aggiungete i broccoletti, spezzettateli con la forchetta avendo cura di lasciar intero qualche ciuffo per la decorazione. Cuocete le spaccatelle a metà cottura, scolate e portate a cottura la pasta insieme al sugo, aiutandovi se serve con un po di acqua di cottura della pasta. Alla fine aggiungete una manciata di mandorle tostate e tritate.

Servite con pane grattuggiato tostato in padella con poco olio.





giovedì 29 maggio 2008

Burro alle acciughe


Da questa postazione non ho mai scritto. O quasi mai.
Sono in sala, nell'angolino riservato alla reception. Ho appena finito di servire zuppa di pesce e cannoli . Sento il chiacchierio allegro dei clienti. Anche questa settimana una marea di bambini!
Mi hanno chiesto la ricetta diegli Spaghetti alla scarpara. Prima o poi li posto... sono troppo buoni!!! E intanto racconto loro del blog, così mi faccio pubblicità. E faccio anche due chiacchiere prima di andare dai bambini. Così mi rilasso un po'. Una mamma in ritardo ma serena è meglio di una mamma puntuale ma agitata e stanca. E in questo periodo sono in ritardo su tutti i campi e per questo voglio scusarmi con tutti gli amici e le amiche blogger che mi hanno invitato ai meme, Lenny, Anna righeblu, Andrea e poi con tutti quelli a cui non riesco a lasciare un salutino nel blog.
La ricetta di oggi non è proprio una ricetta, ma trovarsi già pronto questo burro in frigo può risolvere una spaghettata improvvisata o un aperitivo con gli amici.

Burro alle acciughe

  • 250g burro
  • 4 filetti d'acciuga salata
  • basilico
  • origano
  • pepe rosa
  • fiori secchi e rametti di rosmarino per decorare


Scaldare una noce di burro in un padellino e sciogliervi dentro le acciughe. Far ammorbidire il burro restante e amalgamarlo con origano e basilico tritato. Aggiungere il burro sciolto con l'acciughe. Ricomporre il panetto su un foglio di carta da forno e mettere in frigo qper qualche ora. Servire il panetto di burro all'acciuga decorato con rametti di rosmarino, pepe rosa tritato grossolanamente e fiori secchi commestibili.

La ricetta è su qualche numero di Sale e Pepe... Tulip perdonami non ricordo di preciso quale. Vale lo stesso come contributo al club?

martedì 13 maggio 2008

Scene da un matr... da una comunione


Il mese di maggio è un mese bellissimo, qui; le prime vere belle giornate, l'isola che si risveglia dalla pausa invernale, la festa della mamma, che per quest'anno mi ha fatto diventare La mamma migliore del mondo con un attestato di merito portatomi da mio figlio assieme a una poesia lunghissima e imparata a memoria, che già questo bastava a farmi felice, e un fiore di carta pesta fatto all'asilo. A parte tutto questo i bambini in questo mese fanno la Prima Comunione e tutte le domeniche è magia, campane a festa, bambini che corrono in chiesa tutti vestiti di bianco e col giglio in mano, genitori emozionati, forse un pò stanchi ma orgogliosi.


E anch'io ho avuto il mio bel da fare Domenica scorsa. No, non personalmente. I miei figli sono ancora troppo piccoli, ma abbiamo preparato il pranzo per la festa della Prima comunione di un bambino. I genitori erano venuti a chiedere qualche settimana fa un menù ma poi hanno chiamato per dirci di pensare noi a tutto, di scegliere piatti e vino. Una bella responsabilità che però ci ha permesso di fare del nostro meglio. Il lavoro in cucina è collaborazione, e questa volta sono proprio soddisfatta di tutto il gruppo. Di chi ha fatto i cubetti di pomodoro e di chi invece ne ha fatto delle rose, di chi ha tritato il prezzemolo e di chi ha affettato il cake. Di chi ha impiattato e di chi ha decorato, di chi ha apparecchiato e di chi ha messo a posto. E anche di chi tra un piatto e l'altro si è fatto contagiare dalla mia mania di fare foto al cibo... anche se con il telefonino e che mi ha ricordato ad ogni portata di fare la fotina.

Cernia al forno alla Lampedusana

Bravi tutti. E brava anche lei, il pescione qui sotto, che è stata al livello delle nostre aspettative. Quasi nove chili di Cernia, un pesce tipico del mediterraneo che vive nei mari profondi (fino a 400 m) ma che d'estate si trasferisce vicino alle nostre coste sempre tenendosi in acque profonde ed è per questo che il mare di Lampedusa ne è ricco, che è stata la prima donna indiscussa di tutto il menù.L'abbiamo cucinata al forno, tutta intera, molto semplicemente, con pomodorini , capperi, cipolla accompagnata da patate al forno condite in ugual maniera e bagnata ogni tanto con i suoi stessi succhi, rilasciati nelle più di due ore di cottura a fuoco moderato. Favolosa.

E brava anch'io. Ogni tanto si può dire ;) e visto che sono all'inizio voglio farmi anche gli auguri per questa mia nuova stagione non solo dell'anno ma della vita! Sisi!

Il menù non sto a raccontervelo tutto, alcuni piatti sono ricette che già vi ho dato. Come questi




Tra gli antipasti c'erano anche questi ...
Cestini di parmigiano con insalatatina di rucola, ricotta, pomodorini canditi e riduzione di aceto balsamico.


La ricetta dei pomodorini canditi è semplice. Basta tagliarli a metà, sistemarli su carta da forno in una teglia con la parte tagliata verso l'alto, spolverizzarli di zucchero e, se volete, aromi di vostro gusto e metterli in forno a 100° per due ore. Si possono fare il giorno prima e se volete conservarli per qualche giorno in più potete metterli sott'olio.

I cestini di parmigiano si fanno mettendo qualche cucchiaio di parmigiano in un strato sottile su un padella antiaderente. Si lascia sciogliere sul fuoco il parmigiano formando una specie di crepe, poi si gira la cialda ottenuta su una tazza capovolta (le mie erano tazzine da caffe) meglio se ricoperta di carta da forno ritagliata in quadrati di grandezza adatta alla misura della tazza. Si lasciano raffreddare e i cestini sono pronti.
Per l'insalatina unite, rucola, pomodorini canditi e ricotta in un contenitore e condite l'insalata con olio e sale. Riempite i cestini con l'insalata e decorate con la riduzione di aceto balsamico ottenuta mettendo in un pentolino dell'aceto balsamico e facendolo bollire fine a vederlo ridurre e diventare cremoso. Attenzione a non esagerare perchè può cominciare a sentirsi troppo l'odore del caramello bruciato.

...E questi...


Fagottini di pesce spada affumicato
La ricetta la trovate nel blog di Bian che a sua volta avevo provato da Natale Giunta
Io l'ho sola impacchettata con un filo di erba cipollina


E per finire vi regalo una chicca del dietro le quinte. La prima e l'ultima foto della cerimonia.

La sala appena lavata

E i fiori di carote che mi sono dimenticata di utilizzare per guarnire il risotto e che sono rimaste abbondonate nella loro ciotola d'acqua fino a quando, era già il momento della torta, qualcuno si è ricordato di loro e sono state spostate in frigo per la fine impietosa di un soffritto :).


lunedì 31 marzo 2008

Torta di verdure

Questa è facile facile. Basta della pasta di pane (potete comprarla direttamente dal fornaio, altrimenti farla voi ) e delle verdure.
Il bello di questa torta è che le verdure si mettono crude e quindi così si evita la dispersione di sostanze nell'acqua di cottura, ma sopratutto che l'impasto prende un ottimo sapore. Io ho usato la bieta ma si puòfare anche con gli spinaci (io non ho mai provato). E' un modo carino per mangiare le verdure anche per chi non le ama tanto
Vi do anche la ricetta dell'impasto, è lo stesso che io uso per fare la pizza (lory, qualche tempo fa non volevi sapere come facciamo la pizza?)

Per la pasta di pane
  • 600 g farina 00
  • 320 g di acqua
  • 20 g olio
  • 1cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiani di sale
  • 25 g lievito di birra

impastare tutti gli ingrediente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Dividere l'impasto in due parti (2/3 e 1/3) Lasciare lievitare per 40 minuti coperto con un tovagliolo.

oppure

  • 1 kg di pasta da pane (già lievitato) diviso in 2 parti (2/3 e 1/3)

Per il ripieno

  • un grosso mazzo di bieta
  • 2 cipolle
  • 2 patate a fettine appena scottate
  • olio evo
  • parmigiano
  • sale e pepe

Stendere la pasta in due sfoglie e foderare con la sfoglia più grande una teglia.
Tagliare sottilmente la bieta e metterla in un grande contenitore insieme alla cipolla tagliata a fettine e le patate. Condire con sale, olio evo, pepe e parmigiano abbondante e girare con le mani per fare in modo che l'olio il parmigiano e il sale si distribuiscano uniformemente. Mettete il tutto dentro la teglia. La bieta deve superaro il bordo della teglia perchè cuocendo, diminuisce molto di volume.Coprire con l'altro terzo della pasta di pane schiacciando un po le verdure, e incollare i bordi della sfoglia di sotto con quella di sopra. Volendo si possono fare delle decorazioni man mano che si chiudono i bordi. Fare un grosso buco al centro della torta per far evaporare il liquido di cottura e punzecchiare tutta la sfoglia superiore con la fochetta.
Mettere in forno caldo a 180° per 30 minuti. A questo punto se la torta comincia a prendere troppo colore si può coprire con della carta stagnola (anche qui pperò bisogna fare un buco in direzione di quello della torta . Far cuocere ancora 25 minuti.
La cottura delle verdure si può controllare dal buco centrale.
Può succedere che la sfoglia di sotto si inzuppi un po del liquido rilasciato dalle verdure ma se da un lato perde croccantezza dall'altro si arricchisce di sapore!


Se sono ancora in tempo mi piacerebbe portare questa torta al picnic di Cannelle ;)

domenica 17 febbraio 2008

Tagliatelle spezzate, ceci e triglie fritte




Questo è uno di quei piatti che fotografarlo, se non sei una brava fotografa è un'impresa, e dalla foto si vede!! Ultimamente mi capita spessissimo di non essere contenta delle foto, con tutto le belle foto che ci sono in giro ci vuole coraggio!! Però il piatto merita, sia perchè è uno di quei piatti, come dire... comfort food, sia perchè fa parte della tradizione lampedusana e non può quindi mancare nella mia raccolta di ricette.

I miei nonni paterni hanno origini del trapanese, e più precisamente di quell'isoletta, che ancora io non conosco, che è Favignana. Si dice che sia usanza dei trapanesi accompagnare alle minestre , i pesci fritti. E si vede che io questa usanza devo averla nel dna perchè questo piatto mi rilassa, mi coccola... mi piace proprio. Questa volta però ho voluto provare ad aggiungere (devo dire con successo) all'impasto della pasta all'uovo, il 40% di farina di segale e mi è piaciuta così tanto che la prossima volta proverò ad aumentare la percentuale di farina di segale
Tagliatelle spezzate con ceci e triglie fritte.
Ingredienti
  • ceci secchi
  • finocchietto selvatico
  • olio d'oliva
  • aglio
  • sale & pepe
Mettere a bagno i ceci secchi per almeno 12 ore. La mattina seguente lavarli metterli nella pentola, aggiungere acqua non salata e portarli a metà cottura. Tagliare il finocchietto selvatico a pezzetti buttarlo insieme ai ceci e portare a cottura. Salare solo quando i ceci sono cotti. In un padellino soffriggere dell'aglio a spicchi interi e quando è bello dorato toglierlo e aggiungerlo ai ceci. A questo punto controllare il liquido di cottura, se è abbastanza per cuocervi la pasta vi si possono buttare le tagliatelle (ormai asciutte e spezzate in pezzi più piccoli)altrimenti si aggiunge acqua calda quanta ne serve. Quando la pasta è cotta servirla con abbondante pepe (o per chi preferisce peperoncino), accompagnata da filetti di triglie infarinate (nella farina di rimacinato) e fritte
Tagliatelle di farina di segale spezzate
  • 300g farina 00
  • 200g farina di segale
  • 5 uova
Impastare tutti gli ingredienti nel mixer per qualche minuto. Dividerla in 2 o tre parti e tirare la sfoglia molto sottile. Arrotolare le sfoglie e tagliarle in rondelle larghe al massimo un centimetro.
Srotolare le rondelle e lasciare asciugare le tagliatelle così formate.

lunedì 4 febbraio 2008

Torretta di polenta e peperoni

Manco da un po' all'appuntamento con il club e così oggi ho deciso che era il momento di ricominciare a dare il mio contributo. Da un idea di Sale & Pepe di Febbraio (erano Sformatini con peperoni e acciughe) nasce questo piatto ultra veloce fatto con gli avanzi della polenta della Domenica.

Ingredienti

  • Cipolla
  • 2 filetti di acciuga salata
  • 1 peperone
  • 1 zucchina
  • capperi
  • 2 pomodori da insalata, rossi ma sodi (non troppo maturi)
  • la polenta avanzata della Domenica :)))

Affettate la cipolla e tagliate a sigaretta il peperone e la zucchina, a cubetti i pomodori.

Mettete a rosolare la cipolla , fatela dorare dolcemente e aggiungete l'acciuga a pezzettini. Quando la cipolla e ben dorata e l'acciuga si è sciolta, fate scivolare nella padella le verdure e i capperi e lasciate cuocere per un quindicina di minuti. Aggiungete il sale solo alla fine se serve.

Tagliate la polenta a rettangoli o nella forma che più vi piace e alternatela nel piatto alle verdurine calde. Spolverizzate di parmigiano.

martedì 20 novembre 2007

Trippa con patate: Tradizione e modernità

Sperimentare, provare nuove ricette e divertirsi nell'assemblare alimenti e sapori più lontani e strani è, certo, molto divertente. Ma se il cibo è ricordo, è tradizione, se ha un ruolo importantissimo nella nostra storia, ogni cuoco ma soprattutto ogni mamma dovrebbe trovare spazio per certi piatti della nostra tradizione che stiamo mettendo sempre più da parte. Nella tradizione lampedusana si sta quasi perdendo ad esempio l'usanza di cucinare i fegatini di sgombro, le interiora di cernia (ventre). Nessuno più sa come si cucina il pan cotto (io per prima). Eppure questi erano piatti che arricchivano la tavola dei nostri nonni, alcuni proprio nei giorni di festa.
Per fortuna c'è chi a questi piatti non vuole rinunciare e che si diletta nel passare ai posteri ricette in via d'estinzione. Come la trippa alla piacentina di Gloricetta o quella alla comasca
di Sergiott.
Come questa "Trippa con patate" mangiata a casa di amici sabato scorso, che abbiamo cucinato insieme e servito, giusto per dare al piatto un parvenza di modernità, su ciotoline di pasta fillo.

Ingredienti:

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • un rametto di rosmarino
  • 4 patate non troppo grandi
  • 1kg di trippa, già pulita
  • 1 scatola di concentrato di pomodoro
  • vino rosso
  • olio evo
  • sale e pepe

    In un tegame far rosolare nell'olio la cipolla, la carota e il sedano tritati grossolanamente un rametto di rosmarino che dopo toglieremo prima di sfumare con il vino. Aggiungere dopo qualche minuto la trippa tagliata a striscioline e far cuocere per una decina di minuti. Sfumare con il vino, salare e pepare. Cuocere un quarto d'ora, unire le patate tagliate a tocchetti e cuocere ancora cinque minuti. Aggiungere il concetrato di pomodoro portare lentamente a cottura aggiungendo poca acqua se occorre. Servire con parmigiano grattato, su delle ciotoline di pasta fillo.
    Per le ciotoline: dopo aver preparato la pasta fillo stenderla formando dei dischi sottili, sovrapporne due su un foglio di carta da forno adagiato su una tazza resistente al calore e cuocere in forno caldo a 180° per 5 minuti circa


venerdì 12 ottobre 2007

Babà, va bene come anticipo d'autunno?


Qui l'Autunno non è arancione come le foglie che si staccano dagli alberi; di alberi ce ne sono pochi.
E non è neanche grigio come il cielo di ottobre, l'autunno. E se lo è, lo è per poco tempo. Qui l'autunno è una fine d'Agosto più lunga. Fa ancora caldo.
Ma ogni tanto un rumoroso acquazzone porta via afa e polvere per qualche ora.
Come stamattina. In pochi minuti il sole, già latitante, si è nascosto del tutto, grosse nuvole nere hanno riempito il cielo e velocemente si sono sciolte in pioggia. Tanta. Scrosciante. Lampi giganti hanno invaso le strade improvvisamente vuote e tuoni fortissimi sembravano entrare in casa. E poi il mare. Oggi non l'ho ancora visto; si sarà esibito in onde come montagne, schiumose, rumorose; le goccioline, gli spruzzi saranno arrivate fino alla strada confondendosi con la pioggia. Poi di colpo ha smesso. L'aria pulita, fresca, umida, è entrata in casa appena ho aperto la finestra. Portandomi una buona dose di ottimismo, di serenità, ha preso posto tra di noi. Siamo a casa con il raffreddore, piccolo anticipo d'inverno. Niente asilo, niente lavoro. Un pò come essere in vacanza. Per cui oggi non ho cucinato niente di particolarmente complicato. Ma zuppa contadina di lenticchie, di orzo e legumi. La ricetta la potete trovare in molti blog, c'è quella rusticona dei Cuochi di carta quella un pò più ricca di Orchidea e quella risottata di Saffron.
Ma giusto per non lasciarvi senza una mia ricetta ,e anche per dare una giustificazione a quella foto lassù vi do la ricetta dei Babà. Quest'estate l'avevo vista da Coco in versione al Limoncello e mi è venuta voglia di farla. Poi però ho trovato la ricetta originale e ho preferito cominciare con questa.

Babà al rum
  • 500 g farina
  • 100 g zucchero
  • 200 g burro
  • 60 g latte
  • 6 uova
  • 25 g lievito
  • un limone
per lo sciroppo

  • 500g zucchero
  • un litro d'acqua
  • vaniglia
  • 200g rum
Sciogliete il lievito di birra nel latte intiepidito e impastatelo con 100 g di farina a mano in una ciotola. Formate una palla e lasciatela nella ciotola coperta da un tovagliolo, in un luogo a riparo da correnti per 30 min e comunque fino a quandoavra raddoppiato il suo volume. Mettete l'impasto lievitato nell'impastattrice aggiungete la farina rimasta, lo zucchero e la scorza grattuggiata del limone e lasciate impastare. Poi aggiungete uno ad uno le uova. Ed infine il burro ammorbidito. Lasciate lievitare per circa un'ora. Poi dividete l'impasto nelle formine per babà. Oppure versatelo in un unico stampo grande, a ciambella. Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti.

Per lo sciroppo scaldate l'acqua fino a sciogliere lo zucchero e fatela bollire un po con la buccia di un limone. Aggiungete il rum e appena usciti i babà dal forno bagnateli con lo sciroppo.
Sono buonissimi tiepidi e bagnati semplicemente con questo sciroppo ma per un effetto più scenografico si possono guarnire con panna e frutta fresca o anche con crema pasticcera.

lunedì 10 settembre 2007

Ravioli di pesce

Io sono una di quelle persone, non so, in effetti, se ce ne siano tante, che ama fare quei lavori noiosi che gli altri pagherebbero per non fare. Ad esempio son capace di stare mezza giornata a pulire gamberetti, o moscardini. A fare minuscole sfogliatine, tutte uguali e in fila come soldatini. O a fare gnocchi per ore. O, come in questo caso, ravioli. Insomma mi piace fare quei lavori che dopo un po che hai cominciato, ti sembra di ripetere lo stesso sogno. Molti, i più , si annoiano. Io mi rilasso. E' un po come mettere il pilota automatico, le mani vanno da sole e io posso pensare in santa pace. Penso. Mi organizzo le giornate a venire. Penso al blog. Penso ai post che devo fare. E a quelli che ho letto. E magari scoppio a ridere improvvisamente pensando a qualche cosa che mi è successa. Penso che ci sarei voluta essere a questo barcamp qua, che da quanto ho capito si sono divertiti molto. Magari ne organizziamo uno tutto di foodblogger, che ne dite?


Questi li ho fatti con l'apposito utensile per fare i ravioli e li ho poi ritagliati con la rotellina, ma si possono fare anche a mezza luna o, se lo avete, con qualche altro strumento per fare la pasta ripiena.


Per la pasta:
  • 1 kg di farina
  • 8 uova

Per il ripieno:
  • 500g ricotta
  • 500g pesce sfilettato e spinato
  • parmigiano
  • prezzemolo tritato
  • noce moscata
  • pepe
  • sale
Preparate il ripieno:

Cuocete il pesce in acqua salata bollente. Frullatelo nel mixer e aggiungete poi la ricotta e gli altri ingredienti, mescolate ancora nel mixer facendo attenzione a non frullare troppo altrimenti la ricotta si scioglie.


Impastate la farina con le uova; tirate la sfoglia molto sottile, ponetela sullo stampo, riempite i buchetti di ripieno e coprite con un altro rettangolo di sfoglia, passateci sopra il mattarello e dopo aver spostato i ravioli su un ripiano ritagliateli con la rotellina.

Questi ravioli si possono condire con un buon ragù di cernia del quale vi darò la ricetta prossimamente. Ma si possono mangiare anche semplicemente conditi con burro e parmigiano.


martedì 19 giugno 2007

Giornate nere

Ci sono giorni che ti svegli e dici:" che giornata sarà?" , poi metti il piede giù dal letto , ti capita un mattoncino lego sotto e per il male ti rimetteresti a dormire. Ti viene il dubbio che non sarà una gran bella giornata. Ma quando al lavoro infili nel forno un tot di muffin e dopo 35 minuti tiri fuori dal forno un'unica torta lo capisci che giornata sarà.
Non resta che aspettare che finisca.
Spaghetti al nero di seppia
Seppie freschissime 1 kg
Passata di pomodoro 600g
Aglio
Cipolla
Prezzemolo
un pezzetto di acciuga salata
Olio evo
sale e pepe
Spaghetti (Vermicellini Barilla) 600g
Pan grattato
Ricotta salata
Pulite le seppie facendo attenzione a non rompere la sacca del nero, mettete quest'ultima da parte e tagliatele a striscioline. Fate un soffritto di aglio e cipolla, sbriciolatevi dentro l'acciuga e fatela sciogliere. Aggiungete la passata di pomodoro e portate ad ebollizione. A questo punto aggiungete le seppie . Aspettate che torni il bollore e aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco. Fatelo evaporare a fuoco vivo poi abbassate la fiamma e portate a cottura.
Quando è il momento di cuocere la pasta preparete una coppa di vetro dove avrete svuotato le sacche con il nero. Grattugiate la ricotta salata con una grattugia dai fori larghi. Tostate il pangrattato con olio aglio e peperoncino.
Quanto la pasta è cotta passatela nel nero di seppia aiutandovi se serve con pochissima acqua di cottura. Impiattate e condite con il sugo senza amalgamare per creare un bel contrasto di colori. Decorate con un po di prezzemolo tritato.
Servite con il pangrattato tostato e la ricotta salata in un piattino a parte da cui ogni commensale si servirà a piacere.

sabato 19 maggio 2007

Ravioli di farina di castagne ripieni di mozzarella e coniglio mediterraneo

Premesso che io la farina di castagne non la conoscevo , e che l'ho comprata per curiosità; premesso che è rimasta in dispensa per un mese perchè non sapevo che farmene; premesso che mi sono inventata la ricetta di sana pianta e che comunque è piaciuta ai miei commensali; tutto ciò premesso, vi chiedo di perdonarmi se ho fatto qualche abbinamento azzardato ed eventualmente suggerirmene altri
Ingredienti per 3 persone

per la pasta:

150g farina di castagne
50g farina
sale
poca acqua
1/2 albume


per il ripieno:


1 mozzarella
paprica
sale

Impastare gli ingredienti per la pasta dei ravioli, aggiungete l'acqua pian piano per evitare che l'mpasto risulti molle.Tagliare la mozzarella a cubetti e condirla con abbondante paprika e un pizzico di sale . Spianare la pasta non sottilissima (io l'ho fatto con il mattarello), fare dei mucchietti di mozzarella sulla sfoglia e formare i ravioli.

per il coniglio:


1/2 coniglio
un po di farina di castagne
1 cipolla
2 foglie di alloro
timo
rosmarino
6-7 olive nere
6-7 pomodorini
olio evo
vino rosso



Soffriggere la cipolla tritata con l'alloro , aggingere il coniglio a pezzi infarinato nella farina di castagne e cospargerlo di paprika timo e rosmarino, lasciarlo cuocere qualche minuto poi sfumare con il vino rosso e aspettare che questo evapori per aggiungere pomodorini ed olive tagliati a pezzetti. Portare a cottura con il coperchio. Si formerà pian piano un buonissimo sughetto.


Cuocere i ravioli in acqua bollente salata per 4 0 5 minuti e condire con il sughetto del coniglio, direttamente nel piatto. Io ho servito insieme coniglio e ravioli, facendone un piatto unico.



domenica 13 maggio 2007

W le mezze stagioni!

Faccio un lavoro stagionale.. passo cioè tutto l'inverno aspettando che arrivi l'estate per uscire dal letargo invernale, e tutta l'estate aspettando che arrivino presto l'inverno e le vacanze...
Adesso è un momento buono , sono felice di aver ricominciato a lavorare ed è ancora presto per cominciare a lamentarsi...
... sono comunque in fase di adattamento alla stagione estiva...
Entusiasmo, voglia di colori, di cibi freschi. Per fortuna la mia chef è abbastanza comprensiva ... (anche lei dev'essere nel suo momento buono) e mi posso dilettare nei miei esperimenti


Io questa meraviglia qua l'avevo assaggiata qualche tempo fa... e mi era piaciuta molto, così ho provato a fare la mia versione di
Risotto con le fragole e gamberi
Ingredienti:
Per una persona
80g riso
7 0 8 gamberi rossi
8/10 fragole
qualche cucchiaio di panna
vino bianco
olio evo, sale
burro
cipolla
brodo vegetale

Tritate la cipolla fatela imbiondire, aggiungete il riso, tostatelo e dopo un po sfumatelo con il vino, quando questo è evaporato tutto, aggiungete qualche mestolo di brodo e continuate la cottura, aggiungendo brodo quando serve. In un padellino dove avete fatto sciogliere un po di burro, soffriggete i gamberi. Quando il riso è a più di metà cottura aggiungete i gamberi, le fragole tagliate a cubetti e qualche cucchiaio di panna; aggiustate di sale e portate a cottura. Decorate con una fragola tagliata a meta

martedì 20 marzo 2007

Spaghetti al ragù di triglie

Ieri era S. Giuseppe e visto che non ho regalato niente al mio maritino che si chiama come il santo gli regalo questo spazio nel mio blog (che non diventi un'abitudine però!!).
Qualche giorno fa ha cucinato gli spaghetti al ragù di triglia

Ingredienti
  • Triglie 1kg circa
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d'aglio
  • 4 o 5 etti di pomodorini
  • 1 pugnetto di pinoli
Non so esattamente il peso ma dovevano essere 1 chiletto di triglie, dose perfetta per quattro persone. Avevamo a cena una simpaticissima coppia di zii torinesi amanti del buon pesce che, devo dire hanno molto gradito. Questo vuol dire che se qualche volta voglio delegare il suddetto maritino alla cucina, al posto mio, mi posso permettere di farlo senza rischiare figuracce.
Per la verità la sua abilità in fatto di pesce mi era già stata dimostrata in parecchie occasioni , ma è meglio non farglielo sapere : potrebbe montarsi la testa e aprire un blog concorrente al mio sulla cucina lampedusana .

Procedimento:
Si fa un soffritto a fuoco bassissimo con l'aglio tritato, la cipolla affettata sottilissima, i pinoli tritati (quella sera lui si è dimenticato di tritarli) ma anche lasciandoli interi il risultato è buono. Quando la cipolla si è ammorbidita senza diventare scura si aggiungono i filetti di triglia, si fanno rosolare e se ne mette da parte qualcuno per la decorazione dei piatti. Si aggiungono i pomodorini tagliati a pezzettini e si porta a cottura, girando di tanto in tanto . I filetti si disferanno . Alla fine aggiungere sale e pepe




Cuocere gli spaghetti molto al dente e mantecare nella padella col sugo per qualche minuto.

domenica 11 marzo 2007

Dalle alpi alle piramidi...o giù di li







Questa storia comincia come tutte le storie d'amore che si rispettino

C'era una volta 1 kg di Polenta Bergamasca integrale, che se ne stava tranquilla nel suo scaffale del suo bel negozio di bergamo...


Quasi per caso si ritrova in una valigia in partenza per Lampedusa: sarà il gradito regalo degli amici bergamaschi agli amici di Lampedusa.


E c'era una volta, nella stessa favola , la stessa volta, una bottiglia di vino rosso siciliano..
... é una promessa di matrimonio!!


E si sa che in sicilia una promessa di matrimonio è una promessa!


E così la polenta...
va a Nozze con il Vino


Polenta integrale al ragù con le patate

Per la polenta:

  • 500 g di polenta integrale
  • 2 l acqua
  • 1 cucchiaio d'olio
  • 1cucchiaio e mezzo di sale

Far bollire l'acqua con il sale e l'olio poi aggiungere pian piano la polenta mescolando, far cuocere sempre mescolando per circa settanta minuti . Io l'ho fatta nel bimby e ho risparmiato un sacco di fatica.

Per il Ragù:

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • un po di prezzemolo
  • 4 0 5 patate non molto grandi
  • 2 o 3 spicchi d'aglio
  • 500 g di macinato
  • 200 g di salsiccia
  • vino rosso
  • 500g di passata di pomodoro
  • sale, pepe, olio evo

Tritare cipolla , carota, sedano, prezzemolo e aglio e mettete a soffiggere con abbondante olio, fate andare un po sul fuoco , poi aggiungete le patate tagliate ognuna in 4 spicchi e fate ancora soffrigere per qualche minuto. Aggiungete il tritato al quale avete mescolato la salsiccia, fate soffriggere qualche minuto e aggiungete il vino rosso. Fate evaporare tutto il vino e aggiungete la passata di pomodoro. Salate, pepate, abbassate la fiamma e portate a cottura a fuoco molto dolce.