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venerdì 24 aprile 2009

Cioccolatini ripieni di mandorle


Questi cioccolatini sono stati una vera, piacevole, sorpresa. Volevo provare gli stampi Silikomart
cosi li ho fatti con quello che avevo a casa: cioccolato fondente e pasticcini di mandorle.
Per Pasqua ci hanno regalato una marea di uova di cioccolato e a parte le sorprese, che spesso sono deludenti, le uova di Pasqua sono sempre una festa. I miei bambini ne hanno fatto scorpacciate, ho dovuto quindi cercare di farle sparire presto preparando questi cioccolatini e regalandoli agli amici.
Ho sciolto il cioccolato fondente a bagno maria poi, per il ripieno, ho unito una parte del cioccolato fuso con dei biscotti di mandorle tritati, del burro fuso qualche goccia di liquore Amaretto di Saronno.
Usare gli stampi di Silicomart è facile. Dopo aver sciolto la cioccolata l'ho versata negli stampi e ruotandoli un po ho fatto in modo che si distribiusse su tutti i lati dei singoli stampini, ho aspettato un po che si raffreddasse il cioccolato , poi li ho riempiti (senza esagerare). Ho versato quindi dell'altro cioccolato per chiudere e completare i cioccolatini e quando si sono raffreddati completamente li ho sformati. E voilà. Un gioco da ragazzi.

domenica 12 aprile 2009

Buona Pasqua

Non sarà un buona Pasqua, abbiamo negli occhi e nel cuore le immagini della disperazione e della paura per il terremoto dell'Abruzzo.
Auguro a tutti gli abruzzesi coinvolti di riuscire a trovare la forza di ricominciare.
Tra lo sciacallaggio e le cose non dette di questa povera Italia c'è ancora tanta brava gente che vuole aiutare chi ha bisogno. Lo so.
Non ci scorderemo del terremoto in Abruzzo neanche quando le telecamere si saranno spente.
E' quello che spero.

mercoledì 18 febbraio 2009

Agnello al forno e ricette di pasqua tutte da sfornare!!!!

Io continuo con le ricette di Natale. Ma che ci volete fare? l'ispirazione quando arriva arriva...

Anche a voler barare la tovaglia rossa mi tradisce e comunque l'agnello va bene anche a Pasqua!! Anzi sapete che vi dico? la mia ricetta partecipa con onore e orgoglio alla prima raccolta di ricette di Pasqua 09 che vorrete proporre.




Agnello al forno

Non ci sono dosi precise

  • Agnello
  • cipolle
  • carciofi (vanno bene anche quelli surgelati)
  • patate
  • prezzemolo
  • rosmarino
  • pangrattato misto a parmigiano
  • sale e pepe

Mettete in una teglia la cipolla tagliata a julienne, i cuori dei carciofi tagliati a metà, le patate a pezzettoni, il prezzemolo e il rosmarino tritati grossolanamente.
Disponete l'agnello, condite con olio d'oliva, sale e pepe e mescolate il tutto.
Coprite con abbondante pangrattato e parmigiano e mette in forno caldo per 45 minuti circa

venerdì 6 febbraio 2009

Come si fa il Baccalà alla portoghese?

Tornata da uno dei suoi infiniti pellegrinaggi, questa volta é stata in Portogallo al Santuario della Madonna di Fatima, mia madre, mi racconta tra l'esaltato e il nostalgico di un piatto assaggiato laggiù. Che io sappia durante questi viaggi organizzati dalle parrocchie non si mangia granchè bene ma se lei mi dice che era buono non posso che crederci. :/
"Com'era fatto le chiedo?"
"ah, non lo so, so solo che era buono, che era cremoso, e che gli ingredienti principali erano Baccalà, cavolfiore e purè di Patate"
Silenzio....
"Ci proviamo?"

Baccalà mantecato(???)con broccoli e purè di patate
Ingredienti
  • un grosso filetto di Baccalà
  • purè di patate molto denso (fatto con circa 600 g di patate)
  • latte
  • un cavolfiore di media grandezza
  • burro
  • sale
  • parmigiano

Tenere il baccalà a bagno per circa 48 ore, cambiando l'acqua almeno 4 volte.

Metterlo in una pentola con acqua fredda, portare a bollore e farlo cuocere ma non troppo. Scolarlo lasciare raffreddare, eliminare pelle e lische, sminuzzarlo e metterlo in una grossa pentola.

Dividere il cavolfiore in cimette, sbollentarle, quando è quasi cotto scolarlo e aggiungerlo nella pentola con il baccalà.

Nella stessa pentola aggiungere tanto latte quanto ne serve per rendere il tutto cremoso e per ultimare la cottura.

Cuocere a fuoco bassissimo, mescolando vigorosamente e aggiungendo, se necessario, un pò di latte.

Aggiungere il purè di patate ( che se siete attrezzati di bimby intanto si autopreparerà:), il parmigiano, e il burro, mescolare ancora e versare il tutto in una teglia imburrata e infarinata (io ho messo della carta da forno, ma credo sia meglio non metterla per fare in modo che si crei una crosticina croccante anche sul fondo).

Infilare nel forno caldo e lasciare cuocere fino a che si sarà rassodato (circa 35 minuti) e che si sarà formata una bella crosticina dorata.


Il risultato è sorprendentemente buono, l'abbiamo rifatto ancora cercando stavolta di non sminuzzare completamente gli ingredienti ...anche stavolta favoloso.
D'altronde l'abbinamento baccalà/cavolfiore non l'abbiamo mica inventato noi!!!











domenica 2 novembre 2008

Che vi hanno portato i morti?




"Armi santi, armi santi
(anime sante)

Io sugnu unu e vuatri siti tanti
( io sono uno e Voi siete tante)

Mentri sugnu 'ntra stu munnu di guai
(mentre sono in questo mondo di guai)

Cosi di morti mittiminni assai"
(cose dei morti portatemene assai)


foto e versi trovati su Partecipiamo.it



Mi sono resa conto che non tutti conoscono la tradizione di regalare dolci e giocattoli nel giorno dei morti.

Come spiegavo a Daniela su Facebook (e si , ci sono anch'io), in Sicilia il 2 Nov, da ricorrenza triste, forse proprio per non intristire i bambini, si trasforma in una grande e divertente festa. I bambini aspettano con ansia il giorno dei Morti e ai miei tempi (anni 70 a.C.) non sapevo neanche chi fosse Babbo Natale.
Altro che dolcetto o scherzetto!!!


Zainetti, quaderni e matite colorate insieme a taralli, frutta di martorana (Andrea voglio farla prestissimo) e pupi di zucchero erano solo una parte dei regali che nonni e parenti morti portavano di notte, silenziosamente, ai loro piccoli cari che avevano fatto i bravi e avevano detto le preghierine per loro. Carrozzine per le bambole e biciclette nuove sfrecciavano per le strade guidate da bambini e bambine in tuta e scarpe da ginnastica nuove.


Ho letto un commento di Enza che senza troppi giri di parole si dice contrariata da questo accanimento per una tradizione, parlo di Halloween, che nostra non è. E siccome sono d'accordo con lei mi sono fatta un giro nel web per vedere quanto è rimasto della nostra.

Con mio grande piacere ho scoperto che anche se le streghe di Hallowen distribuiscono caramelle e Babbo Natale si da tanto da fare con renne e campanellini non potranno mai sostituire nei cuori dei siciliani l'amatissima festa dei morti.

Ecco i post che ne parlano.
Se ne avete altri da segnalare sarò felice di linkarli in questo post.

In Sicilia...


La festa dei morti a Palermo Fuori stagione (leggete anche il carinissimo commento di Hermes figlio di Giusy, l'autrice del blog )
E nel resto d'Italia...

martedì 13 maggio 2008

Scene da un matr... da una comunione


Il mese di maggio è un mese bellissimo, qui; le prime vere belle giornate, l'isola che si risveglia dalla pausa invernale, la festa della mamma, che per quest'anno mi ha fatto diventare La mamma migliore del mondo con un attestato di merito portatomi da mio figlio assieme a una poesia lunghissima e imparata a memoria, che già questo bastava a farmi felice, e un fiore di carta pesta fatto all'asilo. A parte tutto questo i bambini in questo mese fanno la Prima Comunione e tutte le domeniche è magia, campane a festa, bambini che corrono in chiesa tutti vestiti di bianco e col giglio in mano, genitori emozionati, forse un pò stanchi ma orgogliosi.


E anch'io ho avuto il mio bel da fare Domenica scorsa. No, non personalmente. I miei figli sono ancora troppo piccoli, ma abbiamo preparato il pranzo per la festa della Prima comunione di un bambino. I genitori erano venuti a chiedere qualche settimana fa un menù ma poi hanno chiamato per dirci di pensare noi a tutto, di scegliere piatti e vino. Una bella responsabilità che però ci ha permesso di fare del nostro meglio. Il lavoro in cucina è collaborazione, e questa volta sono proprio soddisfatta di tutto il gruppo. Di chi ha fatto i cubetti di pomodoro e di chi invece ne ha fatto delle rose, di chi ha tritato il prezzemolo e di chi ha affettato il cake. Di chi ha impiattato e di chi ha decorato, di chi ha apparecchiato e di chi ha messo a posto. E anche di chi tra un piatto e l'altro si è fatto contagiare dalla mia mania di fare foto al cibo... anche se con il telefonino e che mi ha ricordato ad ogni portata di fare la fotina.

Cernia al forno alla Lampedusana

Bravi tutti. E brava anche lei, il pescione qui sotto, che è stata al livello delle nostre aspettative. Quasi nove chili di Cernia, un pesce tipico del mediterraneo che vive nei mari profondi (fino a 400 m) ma che d'estate si trasferisce vicino alle nostre coste sempre tenendosi in acque profonde ed è per questo che il mare di Lampedusa ne è ricco, che è stata la prima donna indiscussa di tutto il menù.L'abbiamo cucinata al forno, tutta intera, molto semplicemente, con pomodorini , capperi, cipolla accompagnata da patate al forno condite in ugual maniera e bagnata ogni tanto con i suoi stessi succhi, rilasciati nelle più di due ore di cottura a fuoco moderato. Favolosa.

E brava anch'io. Ogni tanto si può dire ;) e visto che sono all'inizio voglio farmi anche gli auguri per questa mia nuova stagione non solo dell'anno ma della vita! Sisi!

Il menù non sto a raccontervelo tutto, alcuni piatti sono ricette che già vi ho dato. Come questi




Tra gli antipasti c'erano anche questi ...
Cestini di parmigiano con insalatatina di rucola, ricotta, pomodorini canditi e riduzione di aceto balsamico.


La ricetta dei pomodorini canditi è semplice. Basta tagliarli a metà, sistemarli su carta da forno in una teglia con la parte tagliata verso l'alto, spolverizzarli di zucchero e, se volete, aromi di vostro gusto e metterli in forno a 100° per due ore. Si possono fare il giorno prima e se volete conservarli per qualche giorno in più potete metterli sott'olio.

I cestini di parmigiano si fanno mettendo qualche cucchiaio di parmigiano in un strato sottile su un padella antiaderente. Si lascia sciogliere sul fuoco il parmigiano formando una specie di crepe, poi si gira la cialda ottenuta su una tazza capovolta (le mie erano tazzine da caffe) meglio se ricoperta di carta da forno ritagliata in quadrati di grandezza adatta alla misura della tazza. Si lasciano raffreddare e i cestini sono pronti.
Per l'insalatina unite, rucola, pomodorini canditi e ricotta in un contenitore e condite l'insalata con olio e sale. Riempite i cestini con l'insalata e decorate con la riduzione di aceto balsamico ottenuta mettendo in un pentolino dell'aceto balsamico e facendolo bollire fine a vederlo ridurre e diventare cremoso. Attenzione a non esagerare perchè può cominciare a sentirsi troppo l'odore del caramello bruciato.

...E questi...


Fagottini di pesce spada affumicato
La ricetta la trovate nel blog di Bian che a sua volta avevo provato da Natale Giunta
Io l'ho sola impacchettata con un filo di erba cipollina


E per finire vi regalo una chicca del dietro le quinte. La prima e l'ultima foto della cerimonia.

La sala appena lavata

E i fiori di carote che mi sono dimenticata di utilizzare per guarnire il risotto e che sono rimaste abbondonate nella loro ciotola d'acqua fino a quando, era già il momento della torta, qualcuno si è ricordato di loro e sono state spostate in frigo per la fine impietosa di un soffritto :).


giovedì 20 marzo 2008

Pupa cu l'ova - Tra l'america e la Sicilia


I pupa cu l'ova sono un antichissimo dolce siciliano che inizialmente era semplice pasta di pane arricchito e decorato da uova sode. Nel tempo l'impasto del pane per questa ricetta si è fatto sempre meno spartano, l'olio venne sostituito con lo strutto e il lievito con l'ammoniaca fino a diventare un vero e proprio dolce da mangiare, però, solo il giorno di Pasqua dopo il lungo periodo di quaresima.
La ricetta di famiglia dei pupa co l'ova ve l'avevo proposta lo scorso anno. Quest'anno invece, incuriosita dalle bellissime foto di sweetcook ho deciso di provare la sua ricetta. Ho solo sostituito l'ammoniaca con il lievito perchè non ne avevo in casa.


g 500 di farina 00;
g 150 di zucchero;
g 100 di strutto;
ml 150 di latte tiepido;
scorza di 1 arancia non trattata;
2 uova fresche 10 uova sode
confettini colorati
una bustina di lievito in polvere
Lei ci aggiunge anche acqua di fiori di arancio, che io non avevo.



Il risultato? Un biscotto più frolloso e raffinato rispetto a quello della mia ricetta. Molto , molto buono.

Per le forme si può spaziare da colombe a cestini, da cuori a campane, dalle cuddure ai galletti...
La forma che vedete nella prima foto è quella di un post di Comida che tanto aveva attirato la mia attenzione. Ma oltre a utilizzare la forma per i miei Biscotti di Pasqua volevo provare anche l'impasto al cardamomo di Comida e cosi eccoli... Non potevo però perdere l'occasione di mescolare (come piace a me) tradizioni tanto distanti tra loro per epoca e per collocazione geografica. E cosi...
Signori e signore ecco a voi un pupo cull'ovo lampedusano vestito all'americana :)

Certo questo impasto non è adatto ad essere conservato e va consumato in giornata, quindi se lo volete usare per fare i pupi cull'ova da mangiare a Pasqua dovete prepararli il giorno stesso. Noi li abbiamo finiti stamattina a colazione dopo un ripassatina in forno.

Sotto, le paste prima d'infornarle

giovedì 27 dicembre 2007

The best of 2007

Siamo ancora strapieni per la grande abbuffata del cenone, del giorno e del giorno dopo di Natale ma lo stesso stiamo già pensando a cosa cucinare/mangiare per la notte di Capodanno .
Io ho gia stilato, insieme alla persona con cui cucinerò per quella sera un menù guida che sicuramnete si allargherà e si trasformerà man mano che faremo la spesa e via via che i piatti prenderanno forma. Abbiamo pensato ad un buffet informale, saremo una ventina di persone con tanti bambini che speriamo si addormentino presto sui divani per poterci continuare a divertire... i bambini dico... spero che non si addormentino anche i grandi!

Ecco il Menù previsto

Arancini
Tartare di pesce
Stuzzichini vari
Un paio di quiche
Palline di ricotta e crudo
Alici marinate
Pepata di cozze
Briochine ripiene di insalata russa (se vengono belle ve le faccio vedere dopo)
Involtini di pesce spada o tonno affumicato (non lo so ancora) ripieni di ricotta all'aceto balsamico

E poi ho intenzione di fare dei Cioccolatini ripieni di Mou (la ricetta del caramello la trovate in questa torta di Saffron ma anche in questi Muffins di Adrenalina ) e i datteri ripieni di noci e ricoperti di cioccolato... e... mmm...
siamo in due a cucinare... credo che il Menù si fermi qui fino al momento della messa in azione...
E con questo spero di avere accontentato Roberto

Ed ora la ricetta che ho pensato per Sandra & zorra e la loro raccolta delle migliori ricette dell'anno

Lo Sgombro sott'olio

Ho scelto questa perchè oltre a piacermi molto è la ricetta che più mi sembra rappresentare la mia isola; è già stata sperimentata con successo da lei...

giovedì 20 dicembre 2007

Biscotti con i fichi

Prima che tutti spariscano per le vacanze di Natale posto anch'io il mio alberello di Natale e...



Auguro a tutti di essere felici, per quel giorno e per tutti gli altri che seguiranno

Passate un Natale dolce dolce con le vostre famiglie.



I miei due alberelli (uno piccolo piccolo in primo piano e l'altro un po più grande sullo sfondo) partecipano entrambe al Xmas 3 contest



I biscotti con i fichi (Buccellati) sono un dolce tipico siciliano del periodo di Natale. Insieme a questi si fanno anche i pasticciotti, dei muffin ripieni di marmellata (oggi anche di Nutella) e i Mustazzoli, biscotti impastati con vino cotto di Fichi d'india, speziati al pepe e passati poi nei semi di sesamo. Il bello di questi dolci e che per farli ci si riunisce mamme, zie nonne e bambini creando una grande confusione ma divertendosi anche tanto. Si consumano poi, nelle serate di Natale dedicate alle tombolate, o almeno così si faceva finchè io ero ragazzina.



Biscotti ai fichi o Buccellati



Per l'impasto

1 kg Farina

100 g strutto

200 g zucchero

2 uova

10 g ammoniaca

2 bustine di vaniglia

latte quanto basta



Per il ripieno

1kg di fichi secchi

300 g di mandorle (tostate tritate grossolanamente)

150 g datteri

100 g uva passa

cannella in polvere

chiodi di garofano macinati

buccia d'arancia essiccata e macinata

1/2 arancia spremuta (o una )

marmellata d'arancia qualche cucchiata



Preparare il ripieno il giorno prima.

Tritare i fichi con i datteri e l'uva passa riducendoli in una pasta , meglio aiutarsi con un trita carne.

Aggiungere poi tutti gli altri ingredienti lasciando per ultimo il succo d'arancia. Il composto deve risultare morbido e deve potersi lavorare per formare dei salsicciotti lunghi di un cm di diamentro. Risulta un poco appiccicoso, per fare i salsicciotti meglio bagnarsi le mani nell'olio.



Per l'impasto:

impastare il tutto, in una impastatrice o anche a mano aggiungendo un po di latte alla fine, fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo. Tirare la sfoglia con la macchina della pasta, (è l'alternativa più moderna al sempre valido, ma più faticoso, mattarello:). Lavorarla un poco lasciando i rulli più aperti all'inizio e stringendoli poi per ottenere una sfoglia sottile. Tagliare delle strisce larghe 4 o 5 cm e lunghe il più possibile. Appoggiarvi sopra i salamini di fichi e chiudere. Tagliare dei biscotti di 10/ 12 cm e formare delle ciambelle o dei bastoncini. Si può lasciare scoperto parte del ripieno per creare deli intarsi sui biscotti, oppure si possono praticare dei tagli con le punte delle forbici sulle ciambelle già create. Si possono decorare con codette di zucchero e diavolini. Noi li abbiamo lasciati semplici, per praticità.

Cuocere in forno molto caldo finchè non avranno preso un colore dorato scuro



L'alberello di natale l'ho fatto ponendo tra due triangoli di pasta il ripieno, intagliando il triangolo superiore con le punte delle forbici e addobbandolo con delle palline argentate.

lunedì 9 aprile 2007

Cosa non...darei per vivere su un isola




Grande la città grande... guarda là... grandi... ...novità... macchine veloci "genti" più capaci guarda...quante... SOCIETÀ!... Cosa non...darei per vivere su un isola

(Vasco Rossi Vivere una favola)
Ecco cosa vuol dire vivere in un'isola come Lampedusa!
Solo oggi posso Pubblicare il mio post di pasqua.
15 giorni senza adsl , telefoni fissi funzionanti a intermittenza, banche e posta con i terminali in tilt.
Come se non bastassero già collegamenti e trasporti che dipendono dalle condizioni metereologiche. Possibile che un cavo sottomarino venga cosi facilmente tranciato?? era successo anche lo scorso anno. Altri 20 giorni circa senza internet. Possibile che poi questo benedetto cavo non possa essere riparato in poche ore ? o almeno in pochi giorni? E questi ponti radio satellitari già in uso in altri posti del mondo sono per noi un'utopia? Possibile che non ci sia nessun risarcimento per questo disservizio? Lampedusa lavora con il turismo e in questo momento di prenotazioni per la stagione estiva non oso pensare e non so quantificare i danni che da questa interruzione ne siano derivati.
Ma cambiamo pagina... parliamo di quello che più mi piace: la cucina. La cucina come incontro di idee e ritorno alle tradizioni come momento di relax e chiacchiere tra donne.

Il risvolto della medaglia:
Cosa non...darei... per vivere una favola
Ecco cosa vuol dire vivere in un'isola come Lampedusa. Incontrarsi da chi ha la casa più grande e il forno a legna e fare i dolci di pasqua; tutti insieme come succedeva tanti anni fa.
Una impasta, l'altra ritaglia le forme, un'altra bada al forno, l'altra ancora decora. E poi terminare la serata con una cena improvvisata di spaghetti ai gamberi preparata dai mariti mentre noi diamo gli ultimi ritocchi ai nostri capolavori
I pupa cu l'ova (o pupi cu l'ova)
Sono dei biscotti che oggi si preparano in pasticceria con la pasta frolla ma anticamente assomigliavano più alla pasta del pane addolcita con dello zucchero . La nostra versione è una via di mezzo; hanno il sapore di biscotti al latte e sono ottimi per fare colazione.

Hanno le forme più svariate ma si attengono comunque al tema pasquale: cestini, colombe, agnellini, cuori per i papà , e doppi cuori per gli innamorati
Ingredienti:
  • 1 kg farina
  • 250 g strutto
  • 15 g ammoniaca
  • 3 uova
  • 300g zucchero
  • latte

Impastare tutti gli ingredienti velocemente come per la pasta frolla aggiungendo quanto latte necessita per una pasta morbida e facile da spianare. Ritagliare in precedenza su carta delle forme (agnelli, colombe ect)che poi vanno poggiate sulla sfoglia sottile per ritagliare i biscotti . Con un chilo di farina vengono circa 6 Pupa cu l'ova, dipende da quanto vi piacciono grandi. Quando avete ritagliato un biscotto ponetelo su carta da forno per poterlo mettere sulla teglia senza difficoltà una volta decorato. Appoggiate sopra alla pasta ritagliata uno o più uova sode colorate in precedenza e fermatele con nastri e con foglie ritagliate della stessa pasta. Decorate ancora i bordi o a vostro piacimento altre parti del biscotto con dei cerchietti di pasta ricavati con un ditale da sarta, e poi schiacciati da un lato a petalo

Infornate in forno ben caldo . Certo il forno a legna da al tutto un fantastico tocco di originalità e tradizione
Ma non è ancora finita preparate una glassa con dell'albume e dello zucchero a velo e decorate i biscotti tiepidi o freddi con un sac a poche con un beccuccio liscio e sottile seguendo i bordi dei biscotti o la vostra fantasia Mentre la glassa e ancora morbida colorate con diavolini codette e se volete anche degli smarties come abbiamo fatto noi anche degli smarties. Lasciare asciugare