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sabato 18 aprile 2009

Triglie alla pizzaiola

Se non avevate proprio pensato alla cena; se quella sera stavate già, testa dentro al frigorifero, a cercare uova e sottilette per un cenetta sciuè sciuè senza fronzoli o il tostapane già con la spina inserita e in testa l'idea di due scialbissimi toast... se avete già apparecchiato e il massimo che pensate di portare a tavola è la minestra riscaldata del pranzo.... Beh, ecco, se vi sta succedendo tutto questo e, giusto giusto, alle 8 meno un quarto,vi regalano un chilo di triglie, magari già pulite, questa è la ricetta perfetta. In un quarto d'ora tutti in tavola.
Io però ho un suocero pescatore! voi?

Salate le triglie e disponetele nella padella in un unico strato. Copritele con cipollotti tagliati sottili, pomodorini in scatola, un spolveratina di origano, olio, sale e pepe abbondante. Mettete sul fuoco e aggiungete un dito di aceto o vino bianco. Lasciate cuocere per 10 quindici minuti.
E la cena è risolta.

martedì 14 aprile 2009

Torta di pesce



Non so bene come chiamarlo, torta, terrina, flan... L'idea era iniziale era di fare uno sformato di pesce leggero e poco calorico ma poi non ho saputo resistere all'aggiunta di una bella maionese profumata al peperoncino, magari, se volete, potete farla allo yogurt come quella di erborina cosi rimane un piatto leggero. L'abbiamo mangiato prima caldo ed era abbastanza buono poi però la metà che è rimasta l'abbiamo gustata fredda e ci ha sorpreso davvero per la bontà. Fave e pesce spiccavano per sapore senza coprirsi l'un l'altro.



Ingredienti:

  • triglie 1 kg
  • ricotta 200g
  • fave sbucciate 500 g
  • 7 uova
  • parmigiano 70 g
  • sale
  • olio di peperoncino

Squamate e sfilettate le triglie, senza togliere la pelle, da un buon sapore (oltre che un bel colore) al piatto, macinate nel mixer.

Intante mettete a cuocere le fave in acqua fredda e fate le cuocere 5 minuti da quando comincia a bollire. Appena fredde togliete le pellicine e frullatale ma non completamente nel mixer. Unite in un contenitore fave e triglie macinate ed aggiungete la ricotta, l'olio di peperoncino (o peperoncino macinato) 6 tuorli e un uovo intero, salate. Montate a neve ferma i sei albumi e incorpareteli al composto. Foderate di carta da forno una tortiera a bordi alti o una forma da Plumcake che riempirete per 2 terzi. Mettete in forno già caldo a 180° e fate cuocere per 30 minuti poi abbassate la temperature a 150° e fate cuocere per altri minuti.

lunedì 30 marzo 2009

Spiedini di pesce


Questa foto l'ho trovata nell'archivio, o meglio nellla mia ordinatissima cartella Foto-Giovanna. Dentro c'è un ordine incredibbbbbbbile. C'è la cartella cibo... quella food... (chissà perchè) quella Lampedusa.... quella foto-mie... bambini... . E sono, inoltre ordinate per categorie. O per anno? O per mese... Bohhh
Insomma un casino. Per trovare una foto devo fare cerca e ricerca dentro i meandri dell'Hard disk e comunque non trovo mai quello che mi serve. Poi magari giro così per caso, senza interesse, una domenica che proprio non ho email da leggere, google reader è vuoto, i bambini sono tranquilli che guardano i cartoni.. E cosa ti trovo? questa fotina qua abbandonata...

Spiedini di pesce
  • Pesce a cubetti
  • Peperoni
  • Cipolle
Per il gratin
  • pangrattato
  • prezzemolo
  • rosmarino
  • aglio
  • succo di limone
  • olio evo
  • sale
  • pepe
Tritate finemente prezzemolo , aglio e rosmarino.
Mescolate tutti gli ingredienti per la panatura in un contenitore aggiungendo per ultimi l'olio e il succo di limone.

Preparate le falde di peperoni e le cipolle tagliate a quadretti della stessa dimensione.
Tagliate il pesce a cubetti. Potete usare qualsiasi tipo di pesce di grossa taglia Ricciola, Tonno, Palombo, Cernia (attenzione alla falsa cernia) . Se volete usare dei filetti (ad esempio di triglie) potete arrotolarli prima di infilarli nello spiedino.
Bagnate il pesce con un emulsione di olio e limone e passatelo nel pan grattato condito. Infilatelo negli spiedini alternandolo con peperoni e cipolle tagliate a quadretti. Cuoceteli alla griglia. La cottura alla griglia, pur sembrando una cosa facile non lo è. Per questi spiedini la griglia deve essere caldissima, in modo che la panatura diventi abbrustolita e croccante senza però cuocere eccessivamente il pesce. Questo soprattutto se vi piace il pesce non troppo cotto.




Riso, cocco e curcuma
  • 1 tazza di riso basmati
  • 1 cucchiaio di olio di girasole
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 2 tazze di latte di cocco
  • sale.


Preparate il basmati. Lavatelo bene, scolatelo. Scaldate una casseruola con l'olio, aggiungete la curcuma, dopo un paio di minuti il riso, finché non assume un colore translucido. A questo punto aggiungete il latte di cocco (anche allungato con acqua: l'importante è che il liquido sia di volume doppio rispetto a quello del riso). Appena comincia a bollire, salate leggermente, coprite, abbassate la fiamma quasi al minimo e cuocete per 12 minuti. Poi spegnete, fate riposare un paio di minuti e, servitelo insieme agli spiedini, usando un coppapasta per dare la forma cilindrica.
La ricetta del riso è di K, da lei trovo sempre molti spunti per i miei piatti. Ho solo sostituito il sesamo con la curcuma.

lunedì 16 marzo 2009

Questa rana pescatrice ci piace un succo!!!



Ultimamente non mi sono dedicata molto alle ricette di pesce e questa cosa cominciava a farmi sentire un po in colpa nei confronti del mio mare e della mia Lampedusa... così ho subito pensato a un piatto col pesce quando Giovanna , di Lost in Kitchen, Tzatziki a colazione e Senza panna ci hanno proposto questo concorso che consiste nel preparare e publicare ricette con gli agrumi

Il piatto che vi propongo e fatto con un tipo di pesce pesce non molto popolare, vuoi per il suo aspetto preistorico vuoi per la difficoltà (neanche tanta) di pulirlo. Parlo della Rana Pescatrice o Coda di rospo, un pesce dalle carni bianche e sode e dal gusto particolare ma delicato. Il brodo fatto con questo pesce è ultilissimo per fare ottimi risotti di mare ed io infatti mi sono conservata la testa, la utilizzerò (forse) per dei raviolini di pesce in brodo di Rana Pescatrice.

Ingredienti:


  • Rana pescatrice 2 Kg
  • arance 2
  • cipolle 1
  • salvia 2/3 foglioline
  • sale
  • prosciutto crudo 150 g
  • olio
  • brandy 1/2 bicchiere

Pulite la pescatrice: incidete orizzontalmente il pesce seguendo il contorno della bocca. Tirate la pelle verso la coda, si staccherà facilmente. Separate la testa dalla coda ed eliminate la spina centrale senza separare i filetti.
Disponete su un foglio di carta da forno le fette di prosciutto e appoggiate sopra la pescatrice.


Fate cuocere una cipolla tagliata a julienne e le foglie di salvia in poco olio, girando continuamente per non farla bruciare.

Massaggiate la carne del pesce con il sale e riempite lo spazio tra i due filetti con la cipolla soffritta. Chiudete il pesce e avvolgetelo nelle fette di prosciutto aiutandovi con la carta da forno .



Legate con dello spago da cucina.



Affettate due arance, sistematele su una teglia e ponetevi sopra il pesce, versatevi sopra l'olio e il brandy e mettete in forno già caldo per 35 minuti (20 per un pesce intero di 1 kg)


Per la cremina

  • 1 cucchiaino di farina
  • 1 cucchiaino di burro
  • il succo di una arancia


Prima di tirare fuori il pesce dal forno preparate una cremina: Sciogliete il burro incorporate la farina e poi il succo. Scaldate il succo girando con un cucchiaio di legno fino ad addensarsi appena.

Disponete questa cremina a specchio sul piatto da portata in cui servirete il pesce.

Servite subito.

venerdì 6 febbraio 2009

Come si fa il Baccalà alla portoghese?

Tornata da uno dei suoi infiniti pellegrinaggi, questa volta é stata in Portogallo al Santuario della Madonna di Fatima, mia madre, mi racconta tra l'esaltato e il nostalgico di un piatto assaggiato laggiù. Che io sappia durante questi viaggi organizzati dalle parrocchie non si mangia granchè bene ma se lei mi dice che era buono non posso che crederci. :/
"Com'era fatto le chiedo?"
"ah, non lo so, so solo che era buono, che era cremoso, e che gli ingredienti principali erano Baccalà, cavolfiore e purè di Patate"
Silenzio....
"Ci proviamo?"

Baccalà mantecato(???)con broccoli e purè di patate
Ingredienti
  • un grosso filetto di Baccalà
  • purè di patate molto denso (fatto con circa 600 g di patate)
  • latte
  • un cavolfiore di media grandezza
  • burro
  • sale
  • parmigiano

Tenere il baccalà a bagno per circa 48 ore, cambiando l'acqua almeno 4 volte.

Metterlo in una pentola con acqua fredda, portare a bollore e farlo cuocere ma non troppo. Scolarlo lasciare raffreddare, eliminare pelle e lische, sminuzzarlo e metterlo in una grossa pentola.

Dividere il cavolfiore in cimette, sbollentarle, quando è quasi cotto scolarlo e aggiungerlo nella pentola con il baccalà.

Nella stessa pentola aggiungere tanto latte quanto ne serve per rendere il tutto cremoso e per ultimare la cottura.

Cuocere a fuoco bassissimo, mescolando vigorosamente e aggiungendo, se necessario, un pò di latte.

Aggiungere il purè di patate ( che se siete attrezzati di bimby intanto si autopreparerà:), il parmigiano, e il burro, mescolare ancora e versare il tutto in una teglia imburrata e infarinata (io ho messo della carta da forno, ma credo sia meglio non metterla per fare in modo che si crei una crosticina croccante anche sul fondo).

Infilare nel forno caldo e lasciare cuocere fino a che si sarà rassodato (circa 35 minuti) e che si sarà formata una bella crosticina dorata.


Il risultato è sorprendentemente buono, l'abbiamo rifatto ancora cercando stavolta di non sminuzzare completamente gli ingredienti ...anche stavolta favoloso.
D'altronde l'abbinamento baccalà/cavolfiore non l'abbiamo mica inventato noi!!!











lunedì 15 settembre 2008

Spaccatelle triglie e broccoletti





Cavoli! giust'appunto, cavoli, sono le 4 del mattino.



ho fatto un giro per i vostri blog... ho letto circa 300 post in almeno tre lingue, va be, letto è una parola grossa. Diciamo che ho sbirciato, letticchiato(!!???!!), guardato le foto di tutto quello che avete scritto o preparato negli ultimi tempi. Non potevo postare senza dare un'occhiata a quello che succede nelle blogosfera ! Gli altri 900 post più indietro sono stata costretta a"contrassegnare come già letti" nel google reader.



Spero di rifarmi presto, in fondo l'estate sta finendo ;) e posso tornare libera di scorazzare nei prati verdi del mio mondo virtuale

A presto




Spaccatelle triglie e broccoletti




Ingredienti





  • Spaccatelle

  • Broccoletti

  • Aglio

  • Cipolla

  • Olio d'oliva extravergine

  • Acciuga salata

  • Triglie sfilettate

  • Mandorle

  • Sale e pepe

  • pane grattuggiato tostato






Sbollentate in acqua salata i broccoletti. Tritate aglio e cipolla e fateli rosolare con l'olio in una padella, preferibilmente antiaderente, con l'acciuga salata, fino a far dorare la cipolla e a sciogliere l'acciuga . Aggiungete in questo soffritto le triglie sfilettate e fatele cuocere per 5 minuti, poi aggiungete i broccoletti, spezzettateli con la forchetta avendo cura di lasciar intero qualche ciuffo per la decorazione. Cuocete le spaccatelle a metà cottura, scolate e portate a cottura la pasta insieme al sugo, aiutandovi se serve con un po di acqua di cottura della pasta. Alla fine aggiungete una manciata di mandorle tostate e tritate.

Servite con pane grattuggiato tostato in padella con poco olio.





martedì 13 maggio 2008

Scene da un matr... da una comunione


Il mese di maggio è un mese bellissimo, qui; le prime vere belle giornate, l'isola che si risveglia dalla pausa invernale, la festa della mamma, che per quest'anno mi ha fatto diventare La mamma migliore del mondo con un attestato di merito portatomi da mio figlio assieme a una poesia lunghissima e imparata a memoria, che già questo bastava a farmi felice, e un fiore di carta pesta fatto all'asilo. A parte tutto questo i bambini in questo mese fanno la Prima Comunione e tutte le domeniche è magia, campane a festa, bambini che corrono in chiesa tutti vestiti di bianco e col giglio in mano, genitori emozionati, forse un pò stanchi ma orgogliosi.


E anch'io ho avuto il mio bel da fare Domenica scorsa. No, non personalmente. I miei figli sono ancora troppo piccoli, ma abbiamo preparato il pranzo per la festa della Prima comunione di un bambino. I genitori erano venuti a chiedere qualche settimana fa un menù ma poi hanno chiamato per dirci di pensare noi a tutto, di scegliere piatti e vino. Una bella responsabilità che però ci ha permesso di fare del nostro meglio. Il lavoro in cucina è collaborazione, e questa volta sono proprio soddisfatta di tutto il gruppo. Di chi ha fatto i cubetti di pomodoro e di chi invece ne ha fatto delle rose, di chi ha tritato il prezzemolo e di chi ha affettato il cake. Di chi ha impiattato e di chi ha decorato, di chi ha apparecchiato e di chi ha messo a posto. E anche di chi tra un piatto e l'altro si è fatto contagiare dalla mia mania di fare foto al cibo... anche se con il telefonino e che mi ha ricordato ad ogni portata di fare la fotina.

Cernia al forno alla Lampedusana

Bravi tutti. E brava anche lei, il pescione qui sotto, che è stata al livello delle nostre aspettative. Quasi nove chili di Cernia, un pesce tipico del mediterraneo che vive nei mari profondi (fino a 400 m) ma che d'estate si trasferisce vicino alle nostre coste sempre tenendosi in acque profonde ed è per questo che il mare di Lampedusa ne è ricco, che è stata la prima donna indiscussa di tutto il menù.L'abbiamo cucinata al forno, tutta intera, molto semplicemente, con pomodorini , capperi, cipolla accompagnata da patate al forno condite in ugual maniera e bagnata ogni tanto con i suoi stessi succhi, rilasciati nelle più di due ore di cottura a fuoco moderato. Favolosa.

E brava anch'io. Ogni tanto si può dire ;) e visto che sono all'inizio voglio farmi anche gli auguri per questa mia nuova stagione non solo dell'anno ma della vita! Sisi!

Il menù non sto a raccontervelo tutto, alcuni piatti sono ricette che già vi ho dato. Come questi




Tra gli antipasti c'erano anche questi ...
Cestini di parmigiano con insalatatina di rucola, ricotta, pomodorini canditi e riduzione di aceto balsamico.


La ricetta dei pomodorini canditi è semplice. Basta tagliarli a metà, sistemarli su carta da forno in una teglia con la parte tagliata verso l'alto, spolverizzarli di zucchero e, se volete, aromi di vostro gusto e metterli in forno a 100° per due ore. Si possono fare il giorno prima e se volete conservarli per qualche giorno in più potete metterli sott'olio.

I cestini di parmigiano si fanno mettendo qualche cucchiaio di parmigiano in un strato sottile su un padella antiaderente. Si lascia sciogliere sul fuoco il parmigiano formando una specie di crepe, poi si gira la cialda ottenuta su una tazza capovolta (le mie erano tazzine da caffe) meglio se ricoperta di carta da forno ritagliata in quadrati di grandezza adatta alla misura della tazza. Si lasciano raffreddare e i cestini sono pronti.
Per l'insalatina unite, rucola, pomodorini canditi e ricotta in un contenitore e condite l'insalata con olio e sale. Riempite i cestini con l'insalata e decorate con la riduzione di aceto balsamico ottenuta mettendo in un pentolino dell'aceto balsamico e facendolo bollire fine a vederlo ridurre e diventare cremoso. Attenzione a non esagerare perchè può cominciare a sentirsi troppo l'odore del caramello bruciato.

...E questi...


Fagottini di pesce spada affumicato
La ricetta la trovate nel blog di Bian che a sua volta avevo provato da Natale Giunta
Io l'ho sola impacchettata con un filo di erba cipollina


E per finire vi regalo una chicca del dietro le quinte. La prima e l'ultima foto della cerimonia.

La sala appena lavata

E i fiori di carote che mi sono dimenticata di utilizzare per guarnire il risotto e che sono rimaste abbondonate nella loro ciotola d'acqua fino a quando, era già il momento della torta, qualcuno si è ricordato di loro e sono state spostate in frigo per la fine impietosa di un soffritto :).


domenica 17 febbraio 2008

Tagliatelle spezzate, ceci e triglie fritte




Questo è uno di quei piatti che fotografarlo, se non sei una brava fotografa è un'impresa, e dalla foto si vede!! Ultimamente mi capita spessissimo di non essere contenta delle foto, con tutto le belle foto che ci sono in giro ci vuole coraggio!! Però il piatto merita, sia perchè è uno di quei piatti, come dire... comfort food, sia perchè fa parte della tradizione lampedusana e non può quindi mancare nella mia raccolta di ricette.

I miei nonni paterni hanno origini del trapanese, e più precisamente di quell'isoletta, che ancora io non conosco, che è Favignana. Si dice che sia usanza dei trapanesi accompagnare alle minestre , i pesci fritti. E si vede che io questa usanza devo averla nel dna perchè questo piatto mi rilassa, mi coccola... mi piace proprio. Questa volta però ho voluto provare ad aggiungere (devo dire con successo) all'impasto della pasta all'uovo, il 40% di farina di segale e mi è piaciuta così tanto che la prossima volta proverò ad aumentare la percentuale di farina di segale
Tagliatelle spezzate con ceci e triglie fritte.
Ingredienti
  • ceci secchi
  • finocchietto selvatico
  • olio d'oliva
  • aglio
  • sale & pepe
Mettere a bagno i ceci secchi per almeno 12 ore. La mattina seguente lavarli metterli nella pentola, aggiungere acqua non salata e portarli a metà cottura. Tagliare il finocchietto selvatico a pezzetti buttarlo insieme ai ceci e portare a cottura. Salare solo quando i ceci sono cotti. In un padellino soffriggere dell'aglio a spicchi interi e quando è bello dorato toglierlo e aggiungerlo ai ceci. A questo punto controllare il liquido di cottura, se è abbastanza per cuocervi la pasta vi si possono buttare le tagliatelle (ormai asciutte e spezzate in pezzi più piccoli)altrimenti si aggiunge acqua calda quanta ne serve. Quando la pasta è cotta servirla con abbondante pepe (o per chi preferisce peperoncino), accompagnata da filetti di triglie infarinate (nella farina di rimacinato) e fritte
Tagliatelle di farina di segale spezzate
  • 300g farina 00
  • 200g farina di segale
  • 5 uova
Impastare tutti gli ingredienti nel mixer per qualche minuto. Dividerla in 2 o tre parti e tirare la sfoglia molto sottile. Arrotolare le sfoglie e tagliarle in rondelle larghe al massimo un centimetro.
Srotolare le rondelle e lasciare asciugare le tagliatelle così formate.

domenica 10 febbraio 2008

M'illumino di meno


Per la campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico nata dalla trasmissione di Radio Rai 2 Caterpillar Comidademama ci chiede di proporre delle ricette a basso consumo energetico, magari utilizzando alimenti prodotti con scarso consumo di energie elettrica o semplicemente prodotti locali .
Non sapevo proprio, dove sbattere la testa... tutti gli alimenti che si consumano a Lampedusa, fatta eccezione per il pesce, arrivano dalla terra ferma! Attraversano cioè il canale di Sicilia con il traghetto, coprendo un percorso di circa 215 km, altro che risparmio di energia!!! . Potevo fare una bella grigliata di pesce! e avevo anche pensato di usare per la brace dei pezzetti di legna di scarto che la falegnameria, che dista da casa mia 20 m, normalmente destina ai rifiuti. Ma organizzare una grigliata costa del tempo (quando si dice il logorio della vita moderna!!!) che in questo momento non mi posso permettere. Venerdì... l'illuminazione (a proposito di lampadine).

Ero a casa e sento urlare fuori dalla mia porta: " SPA'RISCI, (attenzione all'accento, non è sparìsci), PATEDDI, OVA!" Mi precipito fuori e compro dall'omino con la cariola, un bellissimo mazzo di Asparagi selvatici. Zero consumo di energia, tranne quella muscolare utilizzata per lla raccolta e il trasporto. Gli asparagi non sono tra i frutti della terra che io preferisco, ma questi erano appena raccolti tra le pietre e i cespugli secchi delle nostre aride campagne. Mai irrigati, mai stati trasportati con un mezzo moderno! Comincio a pensare a come cucinarli consumando poca energia e tirando fuori una ricetta carina. Sabato mattina, telefono alla signora dove solitamente compro la ricotta. A Lampedusa ci sono due greggi di capre e pecore. Decido che gli altri ingredienti devo andare a comprarli a piedi. E cosi partiamo, io e la bambina (non molto d'accordo di dover fare qulache centinaio di metri a piedi), alla ricerca di qualche altro ingrediente locale. Mi stavo dimenticando quello che doveva essere l'ingrediente principale della mia prima idea: il pesce. Vado in pescheria e trovo un pugno di scampetti freschi freschi. Non saranno a zero consumo ma almeno non hanno fatto centinaia di chilometri per arrivare qua. La ricetta è finalmente chiara nella mia mente.


Doppia Mousse di ricotta e asparagi e ricotta e scampi.


Ingredienti per 2 bicchieri non proprio piccoli
  • 25o g di ricotta
  • un mazzetto di asparagi selvatici
  • un limone (il mio vicino di casa, nonche zio Tonino, ha un albero di limone nel giardino, che non ha esitato a mettermi a disposizione)
  • una decina di scampetti
  • sale, pepe bianco, olio d'oliva.
Ho pulito gli asparagi: ho utilizzato solo le punte (partendo dalla cima ho fatto scorrere il pollice spezzandoli dove erano teneri)
Ho messo poca acqua nella pentola a pressione e li ho fatti cuocere 1 minuto dal sibilo (che è anche troppo, secondo me bastava far cuocere gli asparagi per un minuto buttandoli nell'acqua bollente). Il fornello è rimasto acceso circa 5 minuti in tutto.
Ho scolato velocemente gli asparagi e nel fondo della stessa pentola ho messo gli scampetti puliti e due teste degli stessi (che ho usato dopo per la decorazione); ho rimesso il coperchio e senza accendere il gas, con le stesso calore della pentola li ho lasciati cuocere per 10 minuti.
Intanto ho preparato le mousse. Ho diviso la ricotta in due contenitori. Ad una metà ho aggiunto gli asparagi , (lasciandone qualcuno per la decorazione) ho schiacciato il tutto con la forchetta, (non ho voluto usare neanche il mixer) e aggiustato con qualche goccia di limone, sale e pepe bianco.

Poi ho ripetuto il procedimento aggiungendo all'altra metà di ricotta gli scampi cotti, qualche goccia di limone, sale e pepe bianco.

Composizione
Ho versato nei bicchieri prima la mousse di asparagi, poi quella di scampi , livellandola con il cucchiaio. Ho decorato con gli asparagi rimasti e le teste degli scampi. alla fine ho aggiunto un goccio, ma proprio poco, di olio d'oliva.
Con queste dosi ne escono due bei bicchieri per farne un secondo, ma
volendo si possono divedere in 4 bicchieri più piccolie servire come antipasti.

sabato 17 novembre 2007

Tartare di ricciola e gamberi crudi, ricette per esigenze e per ispirazione



Ho passato metà della mia vita di cuoca a cercare di riprodurre nel dettaglio le ricette di mia madre. La osservavo. Chiedevo spiegazioni. Imitavo i suoi gesti. Raggiungevo buoni risultati ma quasi mai, per non dire mai, riuscivo a raggiungere il livello di bontà che sprigiona da ogni suo piatto. Quando sentivo parlare di arte in cucina mi chiedevo cosa ci fosse di artistico nell'avere le mani che puzzano di aglio e cipolla; nelle piccole bruciature che immancabilmente mi procuravo; mi chiedevo cosa ci fosse di artistico nel pelare patate o affettare zucchine. E' difficile competere con chi del suo lavoro ha fatto una passione. Il trucco stava tutto lì: la passione. L'amore per la cucina, come dice lei. Così ho cambiato registro.

Diciamo che non l'ho fatto per scelta ma per caso. La passione è piombata nella mia testolina quando per esigenza mi sono dovuta inventare delle cose che non facevano parte del nostro menù. Partivo, ad esempio, da ingredienti che dovevo consumare, oppure dalla necessità di preparare un dessert all'ultimo minuto. Era in quei momenti che mi sentivo un'artista. Ero sola, io e la mia cassetta di pesche, o anche di merluzzetti, e ne dovevo fare qualcosa di commestibile, preferibimente anche buono. E... incredibile! Accadeva che proprio quel giorno ricevevo dei complimenti! Certo ci sono ricette che vanno seguite alla lettera, specie certe ricette di pasticceria per ottenere un buon risultato. Ma ci sono ricette che danno il via ad altre creazioni, ad altri piatti ad altre opere d'arte. Perchè nasca un bel piatto, oltre alle competenze, le ricette scritte e le scuole di cucina, servono anche ispirazione, voglia di scoprire, intuito, e tanta, tanta passione



Insalata di gamberi crudi e chicchi di melagrana

Questa ricetta nasce da un suggerimento di Gaia, in un commento ad un mio precedente post. A proposito, se volete fare un dessert con lo sciroppo di melagrana, Lory ne ha preparato uno che oltre ad esser esteticamente spettacolare dev'essere anche buonissimo.

Ingredienti



  • gamberi freschissimi

  • chicchi di melagrana

  • succo e scorzetta d'arancia

  • olio evo

  • fior di sale

  • zenzero in polvere

Sgusciare i gamberi, marinarli per qualche minuto nel succo d'arancia, aggiungere i chicchi di melagrana, il fior di sale, lo zenzero, l'olio



Tartare di riccioletta e rucola.


Questo piatto invece nasce dalla voglia di assaggiare senza cottura un pesce, e precisamente una riccioletta di 700 g . che in pescheria mi aveva proprio ispirato per la sua freschezza. Il progetto era di farne dei filetti da mangiare per secondo, e questo proposito è stato mantenuto con una ricetta che vi posterò prossimamente. Nello sfilettare la riccioletta però è successo, forse per caso e forse no, che alcuni pezzetti di pesce si sono staccati dal filetto principale così che ho potuto preparare 2 piccole porzioncine di questa tartare.


Ingredienti:



  • ricciola

  • rucola

  • succo d'arancia

  • sale affumicato

  • olio


Tritare a coltello la ricciola e marinarla in poco succo d'arancia. Se vi piace appena un po più cotta aggiungete del succo di limone (io non l'ho messo). Tagliare a julienne la rucola, mescolarla al pesce e condire con olio e sale affumicato.

venerdì 19 ottobre 2007

Ancora tartare e crudo di pesce

Prima che comincino a tassarci sul serio, avete visto (l'ultima trovata del governo?) pubblico qualche ricetta in più nello stesso post... :)))
...'Nsi sa mai ;)

Queste dovevano essere i miei ultimi giorni di lavoro per questa stagione, ma mi sono beccata una di quelle influenze (Adina non sei la sola!!) da aver dovuto anticipare le mie ferie.
Il mio maritino mi sta sostituendo egregiamente, ma io avrei preferito, adesso che c'è poco lavoro, dedicarmi alle mie conserve prima di chiudere la stagione. Verrà il momento anche per loro.
Intanto approfitto di queste giornate che sono a casa per mostrarvi alcuni piatti preparati questa estate nei quali ho utilizzato i sali che grazie a Lory ho scoperto.





La tartare di tonno Stavolta l'ho preparata, facendo marinare per qualche minuto il tonno tagliato a cubetti in qualche cucchiaio di salsa di soia. Poi l'ho servito insieme a cubetti di pesche sia bianche che gialle condite con un filo d'olio evo, zenzero in polvere, olio di peperoncino. Se volete potete aggiungere un po di Fleur di sal, ma la salsa di soia e già abbastanza salata.



Gamberi crudi con palline di melone

Anche per preparare questo antipasto bastano pochi minuti. Si preparano le palline di melone con l'apposito scavino. Si metteno a marinare i gamberi nel limone, poi si condisce il tutto con olio evo e Sale Rosso Hawaiano



Tartare di ricciola, mela verde e pesca.
Anche qui ho semplicemente marinato la ricciola tagliata a cubetti in poco succo di limone, poi ho unito la frutta e condito con olio evo e sale affumicato.

venerdì 5 ottobre 2007

Polpettine di pesce con salsa allo yogurt


Vediamo se riesco a postare qualche ricetta, prima che mi venga la felice idea di scrivere

qualche altra cosa che con il cibo non c'entra niente :)

Questo è un blog di cucina

Ogni tanto me lo devo ricordare... è scritto anche sopra sotto il titolo del Blog, Blog di cucina e di altre cose.. non solo di altre cose. Succede che però, lavorando in cucina tutto il giorno, ti prende la smania di sapere altre cose, di vedere che succede fuori dalla propria pentola.

E così finisce anche che mi perdo nella lettura degli altri blog e mi prende la voglia di scrivere d'altre cose .

Polpettine

Ingredienti:

  • Pesce (si può fare con qualsiasi pesce)
  • Pan grattato ammorbidito con del latte
  • Aglio
  • prezzemolo tritato
  • zucchero un pizzico
  • sale un pizzico
  • cannella un pizzico
  • pepe un pizzico
  • uova (quante ne bastano per un impasto morbido)
Si fa cuocere il pesce per pochi minuti in acqua bollente salata, si pulisce e si amalgama, sbriciolandolo con le mani, al resto degli ingredienti. Si formano le polpettine e si friggono in olio ben caldo.


Salsa allo yogurt
  • Yogurt bianco
  • aglio tritato finissimo (poco)
  • sale
  • basilico spezzettato






mercoledì 19 settembre 2007

Tonno al sesamo. Passeggiando tra i blog dei grandi cuochi si diventa grandi...

Sono super impegnata in questo periodo, specialmente da oggi; la mia mamma-chef mi ha mollato da sola in cucina (per la seconda volta questa stagione anche se per motivi importanti).
E' difficile guidare una cucina, anche se in piccolo, e io ce la sto mettendo tutta. Questa è un pò la prova del nove; dall'anno prossimo, molto probabilmente me la dovrò cavare da sola.
Si dice che ad un certo punto nella vita si ha voglia di cominciare a prendere le decisioni da soli, si ha voglia come dice Maurice di camminare con le proprie gambe, di diventare grandi. Io di mettermi tutte quelle responsabilità sulle spalle non avrei fretta.
Mi piace poter arrivare in ritardo al lavoro ogni tanto, e mi piace non dover essere io l'ultima che chiude la porta. Mi piace perdermi tra le riviste di cucina in cerca di un'ispirazione... o perdere una mattinata a decorare una torta.
Non mi piace dare ordini, ne essere quella che deve controllare tutto. Insomma io sono ancora una cuoca bambina, che ha tanto da imparare e che di voglia di imparare ne ha tanta.
Leggo sempre i blog degli altri cuochi, per confrontarmi, per crescere.
Facendo un giro per il Bistrot ho scoperto con piacere, che, non so quando, Maurice aveva inserito il mio Blog tra i suoi Link sotto la voce Colleghi.
Dirigere una cucina è molto impegnativo e so che dovrò rinunciare a qualche piccolo piacere della vita. Però che soddisfazione trovare il mio nome sotto a quello di Vissani. :)
(E pazienza che il collegamento non porta proprio alla mia pagina ;)
Tonno semicrudo al sesamo
Questa è un'altra idea rubata ad amuses bouche . Non dico ricetta perchè è proprio semplice da fare. Si taglia il tonno a cubetti, si infilza ogni cubetto con uno stuzzicadenti e si appoggia su un piattino con il sesamo in modo che questo si attacchi solo da un lato. Si scalda dell'olio d'arachidi e vi si frigge il tonno solo da una parte per pochi secondi. Si serve con della salsa di soia ma è altrettanto buono con qualche goccia di limone.


lunedì 10 settembre 2007

Ravioli di pesce

Io sono una di quelle persone, non so, in effetti, se ce ne siano tante, che ama fare quei lavori noiosi che gli altri pagherebbero per non fare. Ad esempio son capace di stare mezza giornata a pulire gamberetti, o moscardini. A fare minuscole sfogliatine, tutte uguali e in fila come soldatini. O a fare gnocchi per ore. O, come in questo caso, ravioli. Insomma mi piace fare quei lavori che dopo un po che hai cominciato, ti sembra di ripetere lo stesso sogno. Molti, i più , si annoiano. Io mi rilasso. E' un po come mettere il pilota automatico, le mani vanno da sole e io posso pensare in santa pace. Penso. Mi organizzo le giornate a venire. Penso al blog. Penso ai post che devo fare. E a quelli che ho letto. E magari scoppio a ridere improvvisamente pensando a qualche cosa che mi è successa. Penso che ci sarei voluta essere a questo barcamp qua, che da quanto ho capito si sono divertiti molto. Magari ne organizziamo uno tutto di foodblogger, che ne dite?


Questi li ho fatti con l'apposito utensile per fare i ravioli e li ho poi ritagliati con la rotellina, ma si possono fare anche a mezza luna o, se lo avete, con qualche altro strumento per fare la pasta ripiena.


Per la pasta:
  • 1 kg di farina
  • 8 uova

Per il ripieno:
  • 500g ricotta
  • 500g pesce sfilettato e spinato
  • parmigiano
  • prezzemolo tritato
  • noce moscata
  • pepe
  • sale
Preparate il ripieno:

Cuocete il pesce in acqua salata bollente. Frullatelo nel mixer e aggiungete poi la ricotta e gli altri ingredienti, mescolate ancora nel mixer facendo attenzione a non frullare troppo altrimenti la ricotta si scioglie.


Impastate la farina con le uova; tirate la sfoglia molto sottile, ponetela sullo stampo, riempite i buchetti di ripieno e coprite con un altro rettangolo di sfoglia, passateci sopra il mattarello e dopo aver spostato i ravioli su un ripiano ritagliateli con la rotellina.

Questi ravioli si possono condire con un buon ragù di cernia del quale vi darò la ricetta prossimamente. Ma si possono mangiare anche semplicemente conditi con burro e parmigiano.


venerdì 24 agosto 2007

Rotolini di sgombro con salsa di carciofi


Mi ero già cimentata, con discreto succeso, in un piatto di rotolini di pesce , ed avevo usato il pesce serra.
Per questo piatto, che io ho servito come antipasto , ho preso ispirazione da un post di Nicola Cavallaro; l'aspetto sembra simile ma credo che il risultato sia, alla fine, diverso. Principalmente perchè io ho usato i carciofi al posto dei piselli, ma anche perchè, si sa, lo stesso piatto fatto in città diverse prende un gusto diverso, vuoi per gli ingredienti, vuoi soprattutto per la mano. So, comunque, che a Milano arriva freschissimo il pesce del mare di Lampedusa; conosco pescivendoli che ne spediscono quasi ogni giorno.
Ingredienti
  • Sgombri
  • Cipolla
  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Prosciutto crudo
  • Carciofini
  • sale e pepe
  • olio d'oliva extavergine
Ho sfilettato gli sgombri e li ho conditi con sale e pepe. Li ho arrotolati chiudendovi dentro pochissima cipolla e prezzemolo tritati, li ho avvolti nel prosciutto crudo e fermati con uno stuzzicadenti, che poi ho tolto prima di sevire. In una padella ho fatto scaldare un po d'olio d'oliva, ho sfritto i rotolini su tutte le parti girandoli delicatamente e facendoli diventare croccanti. Ho tolto i rotolini dalla padella e li ho messi in forno ben caldo per 6\7 minuti coprendo la teglia con della carta stagnola. Nella stessa padella usata per i rotolini ho fatto andare un trito di aglio e cipolla, poi ho aggiunto i carciofini tagliati fini, il prezzemolo tritato ho salato, pepato e portato a cottura. Ho frullato i carciofini formando una salsina che ho versato nel piatto dove poi ho servito i rotolini di sgombro.

lunedì 6 agosto 2007

Gamberi e anguria

La blogosfera sembra essersi svuotata... se lancio un grido dal mio blog posso sentirne
l'eco. Rispecchia le città e la fuga dei suoi abitanti. Tutti in cerca di un po' di fresco. Per chi rimane, in attesa delle vacanze ancora un piatto che permette di non accendere il gas e di immaginarsi all'ombra di una palma in qualche isola lontana oppure una neanche molto lontana.

Gli ingredienti sono due
- Anguria
- Gamberi rossi marinati per 10 /15 minuti nel limone e poi conditi con poco sale e olio.
(variazioni sul tema Ostriche virtuali di Viviana Lapertosa già provate da k e da cavoletto)

giovedì 2 agosto 2007

Considerazioni di metà anno

Il bello della blogosfera, quella che si occupa di cibo, è questo amore per quello che è un bisogno primario, un'esigenza primordiale. Una necessità che diventa piacere, raffinatezza. A volte ricordo, esperimento, a volte tentativo, altre ironia, altre simpatia. A volte elegante semplicità, altre inventiva.
La trama cambia in ogni blog e in ogni pagina, come in ogni paese e in ogni casa, ma il soggetto rimane lo stesso: il cibo. Alla cucina uniamo anche il piacere per scrivere. Forse anche un certo, sano (non sempre, purtroppo) esibizionismo. E quasi tutti amiamo leggere, quasi tutti abbiamo consigliato un libro, o, lo abbiamo semplicemente commentato.
Ho scoperto questo mondo da neanche sei mesi e ogni giorno mi appassiona sempre di più. Ho imparato tantissimo, ho preso spunto da tantissimi food-bloggers per i miei piatti. Ho conosciuto tante belle persone, ho fatto alcune nuove amicizie.
Mi piace questa blogosfera.
Qualcuno mi dice spesso che io non mi accorgo mai delle cose negative, e che vivo un po' come Alice nel paese delle meraviglie...
Vi prego smentitelo!!!

Alici marinate e pompelmo rosa
Si deliscano le alici e si mettono a marinare per un'oretta in un misto di agrumi in queste proporzioni
  • Il succo di un'arancia
  • di un pompelmo
  • di mezzo limone

Si sbuccia a vivo un pompelmo, si dividono gli spicchi e si dispongono nel piatto con sopra le alici. Si condisce il tutto con sale rosso delle Awaii (che ho sperimentato dietro consiglio di molte di voi) e qualche goccio di olio d'oliva.


giovedì 19 luglio 2007

Tartare di tonno

Si sa, girovagando per le pagine di Cavoletto si trova sempre qualcosa di interessante...
Io ho eliminato (Cavoletto non me ne voglia) alcuni ingredienti (zenzero e salsa di soia), semplificando e sicilianizzando la ricetta con un po di peperoncino fresco.

Fichi
Pesche
Tonno fresco
Peperoncino fresco
Sale
Limone
Olio d'oliva extra

Tagliare pesce e frutta a cubetti della stessa grandezza, marinare il pesce con sale, limone e peperoncino per una decina di minuti aggiungere la frutta, l'olio e se serve altro sale.

lunedì 16 luglio 2007

Il mare in un barattolo

Rileggendo il mio post sulle scatolette di sgombro ho avuto il dubbio di non essere riuscita, pur avendone tutte le intenzioni, a trasmettervi tutto il carico di ricordi e di sensazioni che avrei voluto. Con questo post mi si ripresenta l'occasione per parlarvi di un pesca che per me vuol dire allegria... estate ... divertimento....


La pesca azzurra (sgombri, alacce, alici), fino a qualche tempo fa la maggiore attività dei lampedusani, viene praticata da maggio a novembre con il sistema a cianciolo una rete rettangolare che da il nome anche all’imbarcazione usata. I pescherecci (Ciancioli) che la praticano sono lunghi 14\15 metri e hanno un equipaggio di almeno 15 persone. La pesca avviene di notte, ma nelle notti di luna piena questa pesca non può essere praticata, la sua luce infatti disturberebbe l'azione della lampara, vera protagonista di questa pesca, che attira il pesce in un unico punto nel mare. Attorno a questo punto viene calata la rete; questa imprigiona il pesce che si è raccolto intorno alla lampara e viene ritirata sul peschereccio.
Leggo con piacere che la stessa pesca si pratica anche a Civitacchia, Fabrizio di Monolocale in centro ne ha parlato con poesia qualche giono fa.

Oggi la pesca azzurra non è più una pesca tanto ricca e praticata.

Ma nei miei ricordi di bambina ha la magia di una festa.

Spesso dopo una nottata di duro lavoro i pescatori tornavano in porto con le barche tanto piene che sembrava stessero per affondare. Nelle loro facce stanche e segnate dal sonno si leggeva la soddisfazione e l'orgoglio di così tanta pesca. Non era raro che ai turisti che andavano per guardare il loro rientro regalassero intere cassette di pesce. E quei giorni fortunati alle dieci di mattina, per le strade, si sentiva già il profumo delle grigliate.

Era una festa per tutti; tanto pesce significava tanto lavoro. Il pesce infatti veniva (e viene ma in minore quantità) comprato, per la maggior parte dalle industrie conserviere nelle quali lavoravano tantissime donne. E' per questo motivo che non c'è brava massaia a Lampedusa che non sappia cuocere, lavorare e conservare lo



Sgombro sott'olio



60 g sale grosso per ogni litro d'acqua
olio d'oliva extravergine (di qualità)

Decapitate gli sgombri, ...a Lampedusa si fa usando solo le mani.., portando via anche le interiora del pesce.
Misurate l'acqua mettendola nella pentola e salatela usando la quantità di sale indicata.
Quando l'acqua bolle immergete gli sgombri e fateli bollire per un'ora da quando l'acqua riprende il bollore.
Trascorso questo tempo scolateli e metteteli a raffreddare su delle griglie dopo averli passati per qualche secondo sotto all'acqua fredda
A questo punto viene la parte più difficile. Bisogna dividere lo sgombro in due, raschiare la pelle e togliere sia la spina centrale che quelle della pancia. Il tutto senza rompere i filetti. Non è un lavoro difficile ma abbastanza lungo e che richiede pazienza.
I filetti devono poi essere posti nei barattoli di vetro, coperti d'olio, e chiusi bene.
Si sterilizzano a bagnomaria per un'ora e mezza. Il tempo di sterilizzazione dei barattoli dipende dalla loro grandezza, questo tempo si riferisce ai barattoli di 500g, per barattoli più grandi il tempo aumenta fino a 3 ore di sterilizzazione per barattoli di 3 kg. Si conservano lontano dalla luce per molti mesi; ma per consumarli bisogna aspettare almeno qualche settimana.