Visualizzazione post con etichetta Secondo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Secondo. Mostra tutti i post

martedì 7 aprile 2009

Pollo ripieno


Il ripieno di questo pollo è la prova che si può mangiare bene anche se si hanno problemi d'intolleranze. In questo pollo non ci sono uova e non c'è pan grattato... il risultato è stato perfetto. Morbido era morbido. Tenere ha tenuto.... il ripieno non si è neanche spatasciato tutto sul fondo della teglia come avevo temuto... direi che posso ritenermi soddisfatta.
Preparate il ripieno




  • 500 g di macinato


  • 500 g di salsiccia


  • 3 patate medie


  • cipolle 2


  • una busta di funghi surgelati misti


  • prezzemolo


  • aglio


  • parmigiano


  • sale


  • pepe


  • panna




Mettete le patate a bollire. Soffriggete le cipolle, aggiungete i funghi e fateli cuocere.


Quando le patate sono cotte scolatele e fatele raffreddare. Sbucciatele, frullatele e impastatele con la carne.


Aggiungete all'impasto i funghi, l'aglio, il parmigiano, il prezzemolo, sale, pepe, e tanta panna quanta ne serve per rendere l'impasto morbido ma non troppo (circa 100 g)



A questo punto vi sarete già fatte disossare un pollo dal vostro macellaio.

Salatelo e pepatelo all'interno e all'esterno aromatizzatelo con rosmarino e salvia tritati (potete usare altri aromi) e rivestite le pareti interne con prosciutto crudo. Riempitelo con il ripieno preparato, cucitelo e legatelo con dello spago da cucina. Mettetelo in una teglia capienta, versatevi dentro un bicchiere d'acqua e mettete in forno per un'ora e un quarto/mezza, bagnandolo spesso con i liquidi che si saranno formati nella teglia.



venerdì 6 marzo 2009

Ispirazione greca e piatto semi dietetico

E pensare che sono una cuoca in pausa e potrei mettermi a cucinare tutto quello che mi piace ...
E invece sono a dieta, cosi la mia fantasia esclude automaticamente (non so ancora per quanto) tutte quelle cose che danno un senso gioioso alla vita: impasti di pane, pizza, biscotti, torte, cioè tutte quelle cose per cui vale la pena fare la cuoca. Vuoi mettere una teglia di focaccia grondante olio, tuuuutta dorata, coi chicchi di sale che ogni tanto ti capitano in bocca e mentre si sciolgono tu ti sei già sciolta? vuoi mettere la soddisfazione di vedere gonfiarsi una torta nel forno mentre il suo profuma invade tutta la casa? vuoi mettere la felicità di passare il pomeriggio a fare biscotti e biscottini mangiandosene la metà man mano che cuociono?
Per fortuna oltre al piacere in sé il cibo ci da anche quello del ricordo. E questo piatto ispirato alla Moussaka me la sono fatta proprio in omaggio alla mia ultima vacanza che ha previsto alcune tappe in Grecia.




Ingredienti

  • Melenzane 2
  • cipolla 1
  • aglio 2 spicchi
  • olio
  • carne di tacchino a pezzettini 600 g
  • vino bianco 1/2 bicchiere
  • 3/4 pomodori rossi
  • sale, pepe, cinque spezie
  • latte 1/2 bicchiere
  • panna 1/2 mezzo bicchiere
  • parmigiano una manciata
Sbucciate e le melanzane e tagliatele a fettine di circa ½ centimetro. Arrostitele su una bistecchiera o anche al forno. Io ho usato una comune padella d'acciaio lasciata riscaldare tanto.
Fate appassire la cipolla finemente tritata e l'aglio in una pentola con dell'olio. Unite poi la carne di tacchino. Dopo qualche minuto aggiungete il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, aggiungete il pomodoro , il sale il pepe e le cinque spezie. Fate cuocere ancora per una ventina di minuti . Ungete ora una pirofila con un po' diolio, disponete sul fondo la metà delle melenzane versateci sopra la carne e coprite con le melenzane rimaste.
Coprite il tutto con la panna già diluita con del latte, spolverate col parmigiano e mettete in forno caldissimo per una ventina di minuti.
Come dicevo all'inizio è proprio una simil Moussaka :)
Ho usato la panna (perchè nella la mia dieta non posso usare la farina) ma la ricetta originale prevede la besciamella.
Ho sostituito l'agnello con il tacchino e cosa importantissima per abbassare la quantità di calorie non ho fritto le melenzane ma le ho arrostite.
Partecipo quindi con piacere alla raccolta di ricette leggere di Adrenalina .

mercoledì 18 febbraio 2009

Agnello al forno e ricette di pasqua tutte da sfornare!!!!

Io continuo con le ricette di Natale. Ma che ci volete fare? l'ispirazione quando arriva arriva...

Anche a voler barare la tovaglia rossa mi tradisce e comunque l'agnello va bene anche a Pasqua!! Anzi sapete che vi dico? la mia ricetta partecipa con onore e orgoglio alla prima raccolta di ricette di Pasqua 09 che vorrete proporre.




Agnello al forno

Non ci sono dosi precise

  • Agnello
  • cipolle
  • carciofi (vanno bene anche quelli surgelati)
  • patate
  • prezzemolo
  • rosmarino
  • pangrattato misto a parmigiano
  • sale e pepe

Mettete in una teglia la cipolla tagliata a julienne, i cuori dei carciofi tagliati a metà, le patate a pezzettoni, il prezzemolo e il rosmarino tritati grossolanamente.
Disponete l'agnello, condite con olio d'oliva, sale e pepe e mescolate il tutto.
Coprite con abbondante pangrattato e parmigiano e mette in forno caldo per 45 minuti circa

venerdì 6 febbraio 2009

Come si fa il Baccalà alla portoghese?

Tornata da uno dei suoi infiniti pellegrinaggi, questa volta é stata in Portogallo al Santuario della Madonna di Fatima, mia madre, mi racconta tra l'esaltato e il nostalgico di un piatto assaggiato laggiù. Che io sappia durante questi viaggi organizzati dalle parrocchie non si mangia granchè bene ma se lei mi dice che era buono non posso che crederci. :/
"Com'era fatto le chiedo?"
"ah, non lo so, so solo che era buono, che era cremoso, e che gli ingredienti principali erano Baccalà, cavolfiore e purè di Patate"
Silenzio....
"Ci proviamo?"

Baccalà mantecato(???)con broccoli e purè di patate
Ingredienti
  • un grosso filetto di Baccalà
  • purè di patate molto denso (fatto con circa 600 g di patate)
  • latte
  • un cavolfiore di media grandezza
  • burro
  • sale
  • parmigiano

Tenere il baccalà a bagno per circa 48 ore, cambiando l'acqua almeno 4 volte.

Metterlo in una pentola con acqua fredda, portare a bollore e farlo cuocere ma non troppo. Scolarlo lasciare raffreddare, eliminare pelle e lische, sminuzzarlo e metterlo in una grossa pentola.

Dividere il cavolfiore in cimette, sbollentarle, quando è quasi cotto scolarlo e aggiungerlo nella pentola con il baccalà.

Nella stessa pentola aggiungere tanto latte quanto ne serve per rendere il tutto cremoso e per ultimare la cottura.

Cuocere a fuoco bassissimo, mescolando vigorosamente e aggiungendo, se necessario, un pò di latte.

Aggiungere il purè di patate ( che se siete attrezzati di bimby intanto si autopreparerà:), il parmigiano, e il burro, mescolare ancora e versare il tutto in una teglia imburrata e infarinata (io ho messo della carta da forno, ma credo sia meglio non metterla per fare in modo che si crei una crosticina croccante anche sul fondo).

Infilare nel forno caldo e lasciare cuocere fino a che si sarà rassodato (circa 35 minuti) e che si sarà formata una bella crosticina dorata.


Il risultato è sorprendentemente buono, l'abbiamo rifatto ancora cercando stavolta di non sminuzzare completamente gli ingredienti ...anche stavolta favoloso.
D'altronde l'abbinamento baccalà/cavolfiore non l'abbiamo mica inventato noi!!!











martedì 13 maggio 2008

Scene da un matr... da una comunione


Il mese di maggio è un mese bellissimo, qui; le prime vere belle giornate, l'isola che si risveglia dalla pausa invernale, la festa della mamma, che per quest'anno mi ha fatto diventare La mamma migliore del mondo con un attestato di merito portatomi da mio figlio assieme a una poesia lunghissima e imparata a memoria, che già questo bastava a farmi felice, e un fiore di carta pesta fatto all'asilo. A parte tutto questo i bambini in questo mese fanno la Prima Comunione e tutte le domeniche è magia, campane a festa, bambini che corrono in chiesa tutti vestiti di bianco e col giglio in mano, genitori emozionati, forse un pò stanchi ma orgogliosi.


E anch'io ho avuto il mio bel da fare Domenica scorsa. No, non personalmente. I miei figli sono ancora troppo piccoli, ma abbiamo preparato il pranzo per la festa della Prima comunione di un bambino. I genitori erano venuti a chiedere qualche settimana fa un menù ma poi hanno chiamato per dirci di pensare noi a tutto, di scegliere piatti e vino. Una bella responsabilità che però ci ha permesso di fare del nostro meglio. Il lavoro in cucina è collaborazione, e questa volta sono proprio soddisfatta di tutto il gruppo. Di chi ha fatto i cubetti di pomodoro e di chi invece ne ha fatto delle rose, di chi ha tritato il prezzemolo e di chi ha affettato il cake. Di chi ha impiattato e di chi ha decorato, di chi ha apparecchiato e di chi ha messo a posto. E anche di chi tra un piatto e l'altro si è fatto contagiare dalla mia mania di fare foto al cibo... anche se con il telefonino e che mi ha ricordato ad ogni portata di fare la fotina.

Cernia al forno alla Lampedusana

Bravi tutti. E brava anche lei, il pescione qui sotto, che è stata al livello delle nostre aspettative. Quasi nove chili di Cernia, un pesce tipico del mediterraneo che vive nei mari profondi (fino a 400 m) ma che d'estate si trasferisce vicino alle nostre coste sempre tenendosi in acque profonde ed è per questo che il mare di Lampedusa ne è ricco, che è stata la prima donna indiscussa di tutto il menù.L'abbiamo cucinata al forno, tutta intera, molto semplicemente, con pomodorini , capperi, cipolla accompagnata da patate al forno condite in ugual maniera e bagnata ogni tanto con i suoi stessi succhi, rilasciati nelle più di due ore di cottura a fuoco moderato. Favolosa.

E brava anch'io. Ogni tanto si può dire ;) e visto che sono all'inizio voglio farmi anche gli auguri per questa mia nuova stagione non solo dell'anno ma della vita! Sisi!

Il menù non sto a raccontervelo tutto, alcuni piatti sono ricette che già vi ho dato. Come questi




Tra gli antipasti c'erano anche questi ...
Cestini di parmigiano con insalatatina di rucola, ricotta, pomodorini canditi e riduzione di aceto balsamico.


La ricetta dei pomodorini canditi è semplice. Basta tagliarli a metà, sistemarli su carta da forno in una teglia con la parte tagliata verso l'alto, spolverizzarli di zucchero e, se volete, aromi di vostro gusto e metterli in forno a 100° per due ore. Si possono fare il giorno prima e se volete conservarli per qualche giorno in più potete metterli sott'olio.

I cestini di parmigiano si fanno mettendo qualche cucchiaio di parmigiano in un strato sottile su un padella antiaderente. Si lascia sciogliere sul fuoco il parmigiano formando una specie di crepe, poi si gira la cialda ottenuta su una tazza capovolta (le mie erano tazzine da caffe) meglio se ricoperta di carta da forno ritagliata in quadrati di grandezza adatta alla misura della tazza. Si lasciano raffreddare e i cestini sono pronti.
Per l'insalatina unite, rucola, pomodorini canditi e ricotta in un contenitore e condite l'insalata con olio e sale. Riempite i cestini con l'insalata e decorate con la riduzione di aceto balsamico ottenuta mettendo in un pentolino dell'aceto balsamico e facendolo bollire fine a vederlo ridurre e diventare cremoso. Attenzione a non esagerare perchè può cominciare a sentirsi troppo l'odore del caramello bruciato.

...E questi...


Fagottini di pesce spada affumicato
La ricetta la trovate nel blog di Bian che a sua volta avevo provato da Natale Giunta
Io l'ho sola impacchettata con un filo di erba cipollina


E per finire vi regalo una chicca del dietro le quinte. La prima e l'ultima foto della cerimonia.

La sala appena lavata

E i fiori di carote che mi sono dimenticata di utilizzare per guarnire il risotto e che sono rimaste abbondonate nella loro ciotola d'acqua fino a quando, era già il momento della torta, qualcuno si è ricordato di loro e sono state spostate in frigo per la fine impietosa di un soffritto :).


venerdì 7 marzo 2008

Come cambia una semplice insalata

Eccomi di ritorno da un viaggetto veloce in quel di Perugia.
Bellissima città ma.... ...fredda!
Da noi invece è quasi primavera e la sera prima di partire avevo preparato questa fresca insalata. Un classico della cucina italiana, la caprese, rivisitata da Marianne Paquin in "In tavola appena colti" e ulteriormente modificata da me. Lo spunto (e per la verità anche gli ingredienti :) me lo hanno dato i Cuochi di Carta con i loro Aceto di Lamponi e Mostarda Maille e vi assicuro che non ho mai mangiato una caprese così buona.


Insalata di pomodori ciliegia e mozzarelline
(con Vinaigrette all'aceto di Lamponi e Moutardes Maille)


Ingredienti x 2 persone
  • 250 g mozzarelline
  • 300 g pomodori
  • fior di sale
  • cinque pepi
Per la salsa


  • mostarda maille 1 cucchiaio
  • Aceto di lamponi 2 cucchiai
  • olio extravergine d'oliva 3 cucchiai
  • Timo
  • uno spicchio d'aglio
Preparate la salsa una mezz'oretta prima di servire l'insalata. Mettete tutti gli ingredienti dentro una ciotolina, sbattete con la forchetta e lasciate marinare. Prima di versare la salsa sulle mozzarelline e i pomodori tagliati a metà togliete lo spicchio d'aglio. Condite l'insalata con la salsa e il fior di sale. Spolverizzate con cinque pepi macinato all'istante.

lunedì 25 febbraio 2008

Involtini di verza per casalinghe moderne


Sono sempre alla ricerca di ricette semplici e veloci. Certo se voglio fare il blog, badare ai bambini, fare tutte quelle cose che una brava casalinga deve fare, (io non ne faccio neanche la metà), e ogni tanto anche lavorare :), le mie ricette devono essere semplici e veloci. Ho cominciato a prepare questi involtini alle dodici, e alle 13 e 15 erano pronti. Roba da guinness dei primati. Sono leggeri e poco calorici e potrebbero partecipare al meme di Fiordisale.. solo che non so il numero delle calorie.


Ingredienti

  • verza (10 foglie)
per il primo ripieno

  • 4 patate piccole
  • una scatoletta di tonno da 125 g
  • una piccola cipolla tritata
  • sale
  • parmigiano
per il secondo ripieno
  • una scatoletta di tonno
  • 150g di ricotta
  • un pugno di capperi
  • un pugno di pinoli
  • sale
  • parmigiano

Per la besciamella

  • 500g latte
  • 50 g farina
  • 30 g burro
  • sale





Ho messo a bollire l'acqua (già calda del rubinetto) per sbollentare la verza in una pentola e nella pentola a pressione le patate . Ho fatto partire il bimby con tutti gli ingredienti per la besciamella, 7 minuti a temperatura 90, velocità 4.
Ho inciso la base della verza con un coltello per facilitare il distacco delle foglie, l'ho buttata nell'acqua e man mano che cuocevano le foglie le mettevo a raffreddare su un tovagliolo.


Nel frattempo preparavo il ripieno.


Ho preparato due ciotoline, ed in ognuna ho versato una scatoletta di tonno sgocciolata del suo olio e sbriciolata con la forchetta. In una ho aggiunto, la ricotta, i capperi, il sale, il parmigiano, i pinoli tostati velocemente in un padellino.



Appena cotte le patate, (dodici minuti dal sibilo), le ho sbucciate e mescolate all'altra scatoletta di tonno schiacciandole con la forchetta, insieme alla cipolla tritata finemente, sale e parmigiano.


Ho preparato 5 involtini con un condimento e 5 con l'altro. Li ho messi in una teglia imburrata, coperti di besciamella, spolverizzati prima di parmigiano, poi di 5 pepi e messi in forno per 15 minuti.

martedì 20 novembre 2007

Trippa con patate: Tradizione e modernità

Sperimentare, provare nuove ricette e divertirsi nell'assemblare alimenti e sapori più lontani e strani è, certo, molto divertente. Ma se il cibo è ricordo, è tradizione, se ha un ruolo importantissimo nella nostra storia, ogni cuoco ma soprattutto ogni mamma dovrebbe trovare spazio per certi piatti della nostra tradizione che stiamo mettendo sempre più da parte. Nella tradizione lampedusana si sta quasi perdendo ad esempio l'usanza di cucinare i fegatini di sgombro, le interiora di cernia (ventre). Nessuno più sa come si cucina il pan cotto (io per prima). Eppure questi erano piatti che arricchivano la tavola dei nostri nonni, alcuni proprio nei giorni di festa.
Per fortuna c'è chi a questi piatti non vuole rinunciare e che si diletta nel passare ai posteri ricette in via d'estinzione. Come la trippa alla piacentina di Gloricetta o quella alla comasca
di Sergiott.
Come questa "Trippa con patate" mangiata a casa di amici sabato scorso, che abbiamo cucinato insieme e servito, giusto per dare al piatto un parvenza di modernità, su ciotoline di pasta fillo.

Ingredienti:

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • un rametto di rosmarino
  • 4 patate non troppo grandi
  • 1kg di trippa, già pulita
  • 1 scatola di concentrato di pomodoro
  • vino rosso
  • olio evo
  • sale e pepe

    In un tegame far rosolare nell'olio la cipolla, la carota e il sedano tritati grossolanamente un rametto di rosmarino che dopo toglieremo prima di sfumare con il vino. Aggiungere dopo qualche minuto la trippa tagliata a striscioline e far cuocere per una decina di minuti. Sfumare con il vino, salare e pepare. Cuocere un quarto d'ora, unire le patate tagliate a tocchetti e cuocere ancora cinque minuti. Aggiungere il concetrato di pomodoro portare lentamente a cottura aggiungendo poca acqua se occorre. Servire con parmigiano grattato, su delle ciotoline di pasta fillo.
    Per le ciotoline: dopo aver preparato la pasta fillo stenderla formando dei dischi sottili, sovrapporne due su un foglio di carta da forno adagiato su una tazza resistente al calore e cuocere in forno caldo a 180° per 5 minuti circa


lunedì 5 novembre 2007

Passeggiate novembrine- Arista ripiena di Albicocche secche morbide e frutta secca


Si, lo so che avei dovuto postarvi la ricetta del dessert nel quale utilizzare lo sciroppo di Melagrana, ma con queste giornate quasi estive chi ce l'ha la voglia di stare a casa a cucinare?
Questa foto è di Sabato 3 Novembre e ci saremmo fermati anche a fare il bagno alla Guitgia (la spiaggia che vedete sopra) ma il programma era di fare una full immersion in mezzo al verde, così... In mezzo al verde a Lampedusa? direte voi... e infatti dentro la Riserva orientata protetta sembra proprio di non essere a Lampedusa


Privata della sua vegetazione lussureggiante al momento della sua colonizzazione (1843) da parte dei Borboni, Lampedusa oggi ha il tipico aspetto brullo e desertico del Nord Africa. Si racconta però, che un tempo fosse "ricoperta di Macchia mediterranea", di pini e di diverse piante aromatiche. Di tutto ciò oggi resistono Capperi, Melograni, Carrubi, Fichi d'india e Agavi. Ma alcune zone dell'isola cominciano a rinverdirsi ad opera del corpo forestale soprattutto nei valloni delle zone di rimboschimento dove sono stati piantati con successo diversi Pino d'aleppo .
I Valloni sono dei Canyon che dal centro dell'isola portano fino al mare, sono faticosissimi da attraversare ma offrono panorami davvero entusiasmanti, noi visto che eravamo con i bambini infatti abbiamo optato per sentieri più comodi ma non meno suggestivi. Durante la passeggiata abbiamo avvistato due Falchi regina, rari uccelli provenienti dal Madagascar. E molto divertente è stato spiegare a mio figlio che no, in quelle casette non ci abitano i puffi!


I Dammusi* sono caratteristiche abitazioni in pietra con il tetto a cupola. Questo nella foto sopra è Casa Teresa , particolarmente completo e grande è anche il più antico, e si trova appena fuori dalla riserva.
La passeggiata si è conclusa con un bellissimo panzo a casa dei nonni, dove ci aspettava una gustosissima grigliata i pesce. Per non lasciarvi a bocca asciutta però vi do la ricetta dell'arista ripiena che ho preparato Domenica a cena in un attacco di fame dovuta alla settimama di dieta. Un giorno alla settimana si può esagerare no? Avevo visto preparare del filetto di Maiale alla prova del cuoco, era ripieno di prugne e pinoli ma non mi ero segnata la ricetta così ho provato a rielabolarla a modo mio.
*Il Dammuso si articola in una serie di ambienti (kammara, makasenu, pagghiarola, cucina e furnu) tra di loro non collegati internamente e disimpegnati all'esterno dal passiaturi coperto dalla tradizionale pinnata, a cui si aggiungono gli altri spazi produttivi (stadda, jardinu, parmentu, aria e mannara
Arista di Maiale ripiena di Albicocche secche morbide e frutta succa con contorno di funghi e patate.


Ingredienti:
  • 1.5 kg Arista di Maiale
  • latte 1/2 l circa (quanto basta per coprire l'arista a metà)
  • albicocche secche morbide 12
  • 100 g pinoli
  • 100 g mandorle
  • 160 g speck
  • 12 funghi champignon
  • 8 patate
  • 2 cipolle
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio
  • sale e pepe
Ho tagliato l'arista, aprendola a libro, l'ho massaggiata con sale e pepe poi l'ho lasciata dentro un contenitore con il latte e un rametto di rosmarino per circa sei ore.
Ho tritato nel mixer albicocche, pinoli, mandorle e speck ma non troppo finemente. Con una parte di questo mix un po' appiccicoso ho riempito l'arista e l'ho legata con lo spago da cucina, con l'altra metà ho riempito le cappelle dei funghi. Ho soffritto le cipolle affettate sottilmente e sono passata a rosolare la carne su tutti i lati cominciando da quelli più corti. A questo punto ho rosolato i funghi girandoli sui due lati delicatamente per rassodare il ripieno senza farlo cadere nella pentola, poi li ho tolti e spostati in un piatto. Ho aggiunto alla carne le patate sbucciate e lasciate intere, le ho rosolate e salate poi ho versato nella pentola il latte nel quale avevo marinato la carne. Ho lasciato cuocere per circa 50 min (se serve aggiungete durante la cottura altro latte). Prima della fine della cottura, gli ultimi 5 minuti, quando ormai c'era pochissimo liquido ho rimesso i funghi ultimandone la cottura, insieme alla carne e alle patate.

La ricetta che avevo visto alla prova del cuoco l'ho poi trovata qui

sabato 19 maggio 2007

Ravioli di farina di castagne ripieni di mozzarella e coniglio mediterraneo

Premesso che io la farina di castagne non la conoscevo , e che l'ho comprata per curiosità; premesso che è rimasta in dispensa per un mese perchè non sapevo che farmene; premesso che mi sono inventata la ricetta di sana pianta e che comunque è piaciuta ai miei commensali; tutto ciò premesso, vi chiedo di perdonarmi se ho fatto qualche abbinamento azzardato ed eventualmente suggerirmene altri
Ingredienti per 3 persone

per la pasta:

150g farina di castagne
50g farina
sale
poca acqua
1/2 albume


per il ripieno:


1 mozzarella
paprica
sale

Impastare gli ingredienti per la pasta dei ravioli, aggiungete l'acqua pian piano per evitare che l'mpasto risulti molle.Tagliare la mozzarella a cubetti e condirla con abbondante paprika e un pizzico di sale . Spianare la pasta non sottilissima (io l'ho fatto con il mattarello), fare dei mucchietti di mozzarella sulla sfoglia e formare i ravioli.

per il coniglio:


1/2 coniglio
un po di farina di castagne
1 cipolla
2 foglie di alloro
timo
rosmarino
6-7 olive nere
6-7 pomodorini
olio evo
vino rosso



Soffriggere la cipolla tritata con l'alloro , aggingere il coniglio a pezzi infarinato nella farina di castagne e cospargerlo di paprika timo e rosmarino, lasciarlo cuocere qualche minuto poi sfumare con il vino rosso e aspettare che questo evapori per aggiungere pomodorini ed olive tagliati a pezzetti. Portare a cottura con il coperchio. Si formerà pian piano un buonissimo sughetto.


Cuocere i ravioli in acqua bollente salata per 4 0 5 minuti e condire con il sughetto del coniglio, direttamente nel piatto. Io ho servito insieme coniglio e ravioli, facendone un piatto unico.



giovedì 12 aprile 2007

Ho fatto la pasta fillo!!!

Era da un po’di tempo che volevo provarci e finalmente ieri sera mi sono trovata in mano questa ricetta copiata non so dove e scritta a mano.
Pasta fillo

  • 250gr farina
  • 1 uovo
  • 50gr di acqua
  • 50gr di burro
  • sale
Ho fatto scaldare acqua burro e sale in un pentolino poi, versato questo liquido sulla farina e l'uovo già disposti nel mixer, ho impastato per qualche minuto fino ad ottenere un impasto omogeneo e ho ricavato da questo impasto circa 15 palline . Ho fatto l’errore di mettermi a spianarle subito con il matterello (bisognava far riposare l’impasto una trentina di minuti, credo), cosi le prime mi sono venute un po’ più piccole e spesse ma, mi sono accorta che, più riposavano più si stendevano con facilità, e venivano sempre più larghe e sottili. Impresa non facilissima è stata dar loro una forma rotonda
Devo dire che comunque l’esperimento è riuscito!
Sinceramente a casa non avevo granchè cosi ne ho farcita una con tuorlo d’uovo e un po’ di robiola e l’ho fritta in olio bollente.
Forse un po’ troppo cotta ma buona
Alcune le ho divise a metà e, ispirata da cat, ne ho fatto dei cornetti avvolgendole a dei coni fatti di carta stagnola (l’ho visto anche in amuche bouche). Queste le ho messe in forno già caldo e le ho fatte cuocere per 5 minuti circa, finchè non si sono dorate.
Con molta delicatezza ho tirato via la carta stagnola e le ho riempite di una zuppa tiepida di piselli e uova scolata del suo brodo.
Non sono da mangiare con le mani ma sono comunque molto buone e anche carine da vedere.
Ho fatto altre prove ma è meglio non parlarne!!!
Indipendentemente dal ripieno la pasta era croccantissima e davvero buona , vorrei poter rigranziare la persona che mi ha passato la ricetta ma non so proprio dopo l'ho trovata
Zuppa di piselli e uova
Far rosolare della cipolla tagliata sottile con dell’olio evo aggiungere i piselli e un po di brodo di carne, va bene anche dell’acqua e un po di dado. Quando i piselli sono cotti vi si aprono sopra delle uova intere, si copre con il coperchio e si lasciano cuocere qualche minuto; si deve cuocere bene solo l’albume mentre il tuorlo deve rimanere morbido