martedì 20 marzo 2007

Spaghetti al ragù di triglie

Ieri era S. Giuseppe e visto che non ho regalato niente al mio maritino che si chiama come il santo gli regalo questo spazio nel mio blog (che non diventi un'abitudine però!!).
Qualche giorno fa ha cucinato gli spaghetti al ragù di triglia

Ingredienti
  • Triglie 1kg circa
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d'aglio
  • 4 o 5 etti di pomodorini
  • 1 pugnetto di pinoli
Non so esattamente il peso ma dovevano essere 1 chiletto di triglie, dose perfetta per quattro persone. Avevamo a cena una simpaticissima coppia di zii torinesi amanti del buon pesce che, devo dire hanno molto gradito. Questo vuol dire che se qualche volta voglio delegare il suddetto maritino alla cucina, al posto mio, mi posso permettere di farlo senza rischiare figuracce.
Per la verità la sua abilità in fatto di pesce mi era già stata dimostrata in parecchie occasioni , ma è meglio non farglielo sapere : potrebbe montarsi la testa e aprire un blog concorrente al mio sulla cucina lampedusana .

Procedimento:
Si fa un soffritto a fuoco bassissimo con l'aglio tritato, la cipolla affettata sottilissima, i pinoli tritati (quella sera lui si è dimenticato di tritarli) ma anche lasciandoli interi il risultato è buono. Quando la cipolla si è ammorbidita senza diventare scura si aggiungono i filetti di triglia, si fanno rosolare e se ne mette da parte qualcuno per la decorazione dei piatti. Si aggiungono i pomodorini tagliati a pezzettini e si porta a cottura, girando di tanto in tanto . I filetti si disferanno . Alla fine aggiungere sale e pepe




Cuocere gli spaghetti molto al dente e mantecare nella padella col sugo per qualche minuto.

domenica 18 marzo 2007

Un piatto di pesce anche per chi non ama il pesce


Con la cotoletta di pesce , mia madre, nonchè mia chef , ha iniziato alla cultura del pesce moltissimi bambini (compresa me) che solo al sentire la parola pesce se la davano a gambe levate, e anche parecchi adulti allontanati da questo alimento forse perchè lo avevano assaggiato non fresco o cucinato male

Cotoletta di merluzzo e purè aromatizzato al rosmarino

Per il Purè:

Faccio bollire le patate tagliate a cubetti in non tantissima acqua salata, quando sono ben cotte le scolo lasciando pochissima acqua , aggiungo un pò di latte e le lavoro con una frusta fino a farne una poltiglia spumosa poi aggiungo burro, parmigiano e del rosmarino tritato. L'idea del rosmarino nel purè mi è stata suggerita da una puntata della prova del cuoco di qualche anno fa.

Per la Cotoletta di pesce:

Si sfiletta il pesce stando attenti a togliere tutte le lische (sennò come si fa a chiamarla cotoletta?). Si infarinano i filetti, si passano nell'uovo sbattuto e salato e poi nel pangrattato condito con parmigiano e un po' di sale, si può aggiungere volendo del prezzemolo e dell'aglio tritato, io non li ho messi perchè ai miei bambini la cotoletta piace di più senza! Poi si friggono in abbondante olio d'oliva caldissimo, per creare quella crosticina dorata senza far seccare il pesce dentro. Viene buonissimo fatto cosi anche il pesce spada ma anche i filetti di sgombro fatti in questo modo risultano deliziosi.

giovedì 15 marzo 2007

Qualcosa di buono

Aspic alle fragole


Avrai un pezzo di cristallo con tante piccole pietre preziose dai colori sfavillanti....

...Lavò e asciugò il basilico e la menta. Poi mise sul fuoco un tegame in cui aveva versato un bicchiere d'acqua, un bicchiere di vino dolce moscato, due cucchiai di zucchero e una scorzetta di limone. Lasciò che tutto bollisse, facendo sciogliere lo zucchero ed evaporare l'alcol. In un contenitore largo e basso verso acqua fredda e ghiaccio e aggiunse due fogli di colla di pesce. Aspetto che la colla si afflosciasse, la strizzò bene nel pugno e la gettò nel tegame con il ramo di basilico. Quindi mise il tegame nel contenitore col ghiaccio e rimestò energicamente fino a quando il composto gelatinoso si raffreddò. La base per l'aspic era pronta e Lula ne percepì il profumo delizioso.
("Qualcosa di buono" Sveva Casati Modignani)

Fin qui ho fatto tutto come descritto nel libro; poi ho tagliato le fragole a pezzetti , ho versato un cucchiaio di liquido e uno strato di fragole in ogni bicchiere (si riescono a fare due bicchieri ), ho messo in frigo fino a far solidificare la gelatina, e ho ripetuto l'operazione altre due volte. Mi è rimasto un pò di liquido che ho fatto solidificare in un bicchierino per poi tagliarlo a cubetti per la decorazione. La fragola che vedete l'ho rotolata nello zucchero di canna.
E' un dessert semplice e fresco che non richiede molto impegno. Può essere servito cosi o accompagnato da gelato alla crema o da qualche salsa dolce.
Io l'ho servito e mangiato con uno zabaione al moscato.

Mi piace molto il modo di scrivere di questa scrittrice, questo suo amore per il fascino del passato e sopratutto l'ottimismo per la vita che traspare in molti suoi libri (almeno in quelli che io ho letto) ; la certezza che tutto andra bene se ci si aspetta sempre "Qualcosa di buono"

Spero che questo post sia il primo di una serie dedicata ai miei scrittori preferiti, un piccolo omaggio per quello che mi hanno insegnato e per i momenti in cui mi hanno intrattenuta


Una donna ai fornelli è come un'alchimista, che con i suoi alambicchi, insegue il sogno di trasformare in oro anche il metallo più vile

domenica 11 marzo 2007

Dalle alpi alle piramidi...o giù di li







Questa storia comincia come tutte le storie d'amore che si rispettino

C'era una volta 1 kg di Polenta Bergamasca integrale, che se ne stava tranquilla nel suo scaffale del suo bel negozio di bergamo...


Quasi per caso si ritrova in una valigia in partenza per Lampedusa: sarà il gradito regalo degli amici bergamaschi agli amici di Lampedusa.


E c'era una volta, nella stessa favola , la stessa volta, una bottiglia di vino rosso siciliano..
... é una promessa di matrimonio!!


E si sa che in sicilia una promessa di matrimonio è una promessa!


E così la polenta...
va a Nozze con il Vino


Polenta integrale al ragù con le patate

Per la polenta:

  • 500 g di polenta integrale
  • 2 l acqua
  • 1 cucchiaio d'olio
  • 1cucchiaio e mezzo di sale

Far bollire l'acqua con il sale e l'olio poi aggiungere pian piano la polenta mescolando, far cuocere sempre mescolando per circa settanta minuti . Io l'ho fatta nel bimby e ho risparmiato un sacco di fatica.

Per il Ragù:

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • un po di prezzemolo
  • 4 0 5 patate non molto grandi
  • 2 o 3 spicchi d'aglio
  • 500 g di macinato
  • 200 g di salsiccia
  • vino rosso
  • 500g di passata di pomodoro
  • sale, pepe, olio evo

Tritare cipolla , carota, sedano, prezzemolo e aglio e mettete a soffiggere con abbondante olio, fate andare un po sul fuoco , poi aggiungete le patate tagliate ognuna in 4 spicchi e fate ancora soffrigere per qualche minuto. Aggiungete il tritato al quale avete mescolato la salsiccia, fate soffriggere qualche minuto e aggiungete il vino rosso. Fate evaporare tutto il vino e aggiungete la passata di pomodoro. Salate, pepate, abbassate la fiamma e portate a cottura a fuoco molto dolce.

sabato 10 marzo 2007

venerdì 9 marzo 2007

I panuzzi do signuri

No, non si tratta di pane miracoloso, parliamo dei frutti della malva

A Lampedusa non ci sono le more o le fragole selvatiche. E a parte qualche rarissimo albero di gelsi difeso a spada tratta dai leggittimi proprietari non c'è nessun frutto che cresca spontaneo, che si possa raccogliere per deliziare le passeggiate nei boschi (quali boschi?). Non mancano bietine (giri) e asparagi (sparici) selvatici, chi è bravo trova anche la borragine (vurrania) ma porterà nella tomba il segreto del luogo in cui la trova. E noi passeggiatori per diletto, o più per consumare qualche caloria (che questo blog mi sta facendo ingrassare, non che fossi magra di mio), cosa ci ritroviamo a sgranocchiare? , i fruttini verdi del mio post precedente (sono capace di trovare qualcosa da mangiare anche in fondo a un pozzo) . "I panuzzi do signuri" ben nascosti tra le foglie sono i frutti delle innumerevoli pianticelle di malva sparse ovunque nei terreni incolti e ai bordi delle strade di campagna. Devono il nome alla loro forma che ricorada quella delle pagnotte anzi delle rosette.



La Malva appartiene alla famiglia delle Malvacee. Ha un azione antinfiammatoria, emolliente, calmante e lassativa; è ottima per il mal di denti (il decotto di foglie malva può essere utilizzato per gargarismi e sciacqui a questo proposito) e per la couperose (impacchi).
Anche Pitagora ce ne parla nei suoi scritti
semina la malva, ma non mangiarla; essa è un bene così grande da doversi riservare al nostro prossimo, piuttosto che farne uso con egoismo per il nostro vantaggio"

Inoltre anche se oggi non succede quasi più si può farne largo uso in cucina:
  • lessa per pochi minuti e condita con olio sale e aceto

  • cruda in insalata insieme ad altre verdure

  • e ancora nel minestrone al quale da un carattere vellutato

Indovinello



Qualcuno sa dirmi cos'è?
...non si vince niente...
la risposta al prossimo post

giovedì 8 marzo 2007

Le seppie alla maniera della suocera




Ieri sera siamo stati a cena dai suoceri ; il menù era come al solito ricco ed abbondante.


Come antipasto queste magnifiche seppie fresche di giornata, alla domanda come si chiama questo piatto mia suocera ha risposto con una da faccia da punto esclamativo "!!!...e che ne so!!!! assaggia per ora!"
Buone davvero.
Poi però mi ha dato la ricetta

Si puliscono le seppie (non devono essere piccole) e si fanno bollire in acqua salata fino a metà cottura poi si scolano , si tagliano le sacche a fettine sottilissime e ad uno ad uno i tentacoli . Si fa soffriggere a fuoco molto dolce un po' di aglio tritato senza farlo imbiondire e abbondante prezzemolo tagliato grossolanamente e peperoncino, si aggiungono le seppie e il condimento principale: l'aceto, circa mezzo litro per 2 kg di seppie. Si portano a cottura facendo evaporare quasi tutto l'aceto. Si servono tiepide

Poi c'era la Minestrina di pesce: spaghetti spezzati in un brodino di pesce del quale adesso vi posto solo la foto



Visto che bel pentolone? eravamo in 12 e ci siamo spolpati fino all'ultima lisca.


Poi il pezzo finale...


La torta all'ananas. Non è molto lampedusana ma il moscato di Pantelleria andava giù che era un piacere.

martedì 6 marzo 2007

Festa di compleanno

E' stata davvero una bella festa
Venerdì abbiamo passato (io e la mamma del festaggiato) il pomeriggio tra creme di ricotta, cioccolato che colava da tutte le parti , panettoni nel forno , bimby acceso a tutta birra, ciliegine di qua, scagliette di cioccolato di la, e la cucina invasa dal profumo di dolci e dai giocattoli dei nostri tre bambini (uno il festeggiato, gli altri due miei).
E dopo un ultimo ritocco alle torte il sabato pomeriggio...
Una quindicina di bambini in età prescolare hanno invaso (accompagnati, per fortuna, dalle loro mamme e da qualche papà) la casa della nonna di Lorenzo per il suo secondo compleanno.


Tra la carta dei regali ei giocattoli appena ricevuti ecco il risultato delle nostre fatiche
Torta al cioccolato con marmellata di ciliegie
Questa bellissima decorazione è della torta al cioccolato con le apine di ape maia ma io ho fatto la Torta al cacao così:

Ingredienti: 100 gr. di yogurt, 90 gr. di olio di semi, 50 gr. di cacao amaro, 160 gr. di farina, 150 gr.di zucchero, 1 bustina di vaniglia, 2 uova, 1 bustina di lievito, 1 pizzico di sale, un po di latte (mezzo bicchiere circa).

Esecuzione: Inserire tutti gli ingredienti nel mixer e frullare fino ad ottenere un impasto cremoso. Versare l'impasto in una teglia (diam. 24 cm.) meglio se con il bordo staccabile, imburrata ed infarinata e cuocere in forno caldo a 180° per 40 min. circa.
Ho tagliato la torta, l'ho farcirla con 6 o 7 cucchiai di marmellata di ciliegie e l'ho glassata così:

Glassa A Specchio (l'ho trovata su cookaround) fatta nel bimby

Ingredienti:170 gr d’acqua 150 gr di panna liquida fresca 230 gr di zucchero 75 gr di cacao 7 gr di colla di pesce

Esecuzione:Mettere nel bimby acqua, panna, zucchero e cacao 4’ 80° vel 4. Aggiungere la colla di pesce ammorbidita in acqua fredda e strizzata 1’ vel 4. Versare in una ciotola e aspettare che si raffreddi a circa 40°

Ho messo la torta già farcita su una griglia appoggiata su una teglia e l'ho glassata abbondantemente facendo cadere sulla teglia la glassa in eccesso (volendo si può scaldare qualche secondo e utilizzare per una seconda glassatura).

Questa ricetta della glassa è davvero fantastica facile e di sicura riuscita


Torta di ricotta

La ricetta la trovate qui

Torta con nutella e panna

Questa torta è davvero semplice ma fa impazzire i bambini (e anche i grandi). La ricetta del panettone è uguale a quella sopra, farcito stavolta di nutella e ricoperto di panna fresca

venerdì 2 marzo 2007

Panorami di Lampedusa

Io vivo qui


Qui sono nata e qui (a parte qualche necessaria fuga momentanea) vivo da sempre. Il primo impatto non deve scoraggiare perché l'aspetto un po' inquietante, desertico, assolato, malinconico, nasconde scorci meravigliosi che fanno trattenere il respiro, che fanno innamorare e lasciano nel cuore il desiderio di non lasciarla mai.
Questa è la spiaggia dell'isola dei conigli. Mare cristallino e sabbia fine e profumata come talco speciale che odora di mare, è stata scelta dalla tartaruga Caretta Caretta per scaldare e proteggere le sue uova . E da questa sabbia ogni anno a Settembre vengono fuori le tartarughine che lasciano l'isola con la promessa di tornarci da grandi a deporre ancora le loro uova.


Ma il panorama che io preferisco è quello del porto, con le sue barche e i pescatori, che si portano dietro l'odore del pesce e chiaccherano aggiustando le reti e aspettando il bel tempo...

E poi... il panorama di cui godo più spesso (dalla terrazza di casa mia)